A cura della Redazione

Scandalo mazzette sui lavori di adeguamento delle scuole alle norme Covid a Torre Annunziata: l'imprenditore svela che nelle tangenti c'era pure “la parte politica”. Un lungo interrogatorio, quello di Vincenzo Supino, titolare della Supino group, compare nelle motivazioni che hanno spinto il tribunale del Riesame di Napoli a confermare il carcere per l'ex dirigente dell'UTC Nunzio Ariano, arrestato dalla Guardia di finanza lo scorso 28 dicembre dopo aver incassato una mazzetta da 10mila euro alla spiaggia delle Sette Scogliere.

“La parte politica non so a chi andava, ma mi fu chiesto di portare due mazzette da 5mila euro già divise", ha raccontato Supino agli inquirenti, quando è stato ascoltato in Procura a Torre Annunziata. Supino ha anche detto di essere stato contattato dall'ex vicesindaco Luigi Ammendola, peraltro già conosciuto per i lavori allo stadio Giraud. "Mi disse che c'erano da fare i lavori nelle scuole e mi invitò a rivolgermi al dirigente dell'Utc Nunzio Ariano”.

Poi, Ariano avrebbe avanzato in più volte le richieste corruttive, chiuse con un accordo stipulato a lavori iniziati mentre erano nella scuola Siani: il 15% sui 203mila euro stanziati, praticamente una mazzetta da 30mila euro.

Tra le conversazioni agli atti, spunta anche la registrazione di un dialogo tra il sindaco Vincenzo Ascione, un tale Raffaele e proprio Ariano, nell'auto dell'ex dirigente comunale: “Il consigliere comunale Franco Colletto sta dicendo che c'è un imprenditore che si vanta di pagare una tangente del 10% all'Ufficio Tecnico”. Il dialogo è del 14 dicembre, due settimane prima dell'arresto di Nunzio Ariano, che nel frattempo dal carcere sta inviando lettere ai familiari additando un dipendente dell'Ufficio Tecnico – che ha denunciato i fatti alla guardia di finanza facendo partire le indagini a settembre – e dicendo di fare attenzione. E soprattutto, che lui pensa spesso agli amici, politici compresi.