Tre tazzine di caffè espresso, un quantitativo che si può bere tranquillamente in un giorno, contribuiscono a prevenire il declino cognitivo, la demenza senile e l'Alzheimer.

Già in precedenza altri studi avevano evidenziato potenziali effetti benefici per il cervello, derivanti dalla bevanda nera tanto amata dagli italiani, altre due ricerche confermano tali ipotesi e forniscono nuove informazioni.

Il primo studio, coordinato da Mark A. Espeland, è stato pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences.

Mark A. Espeland e colleghi spiegano che un quantitativo di 261 mg di caffeina al giorno, corrispondenti a circa tre tazzine di caffè espresso da 41 grammi, può prevenire la demenza e il declino cognitivo. Una conclusione frutto di un'indagine condotta su 6.467 donne con un'età che andava dai 65 anni in su.

Incrociando le varie informazioni raccolte, si è rilevato che le donne amanti della caffeina presentano un rischio di ammalarsi di demenza, o di deficit cognitivo, ridotto del 36 per cento rispetto a chi non assume più di 64 milligrammi di caffeina al giorno (quantitativo corrispondente all'incirca a un caffè ristretto). Le donne che avevano i benefici maggiori erano quelle che assumevano quotidianamente circa 261 mg di caffeina, un quantitativo che può essere raggiunto bevendo tre tazzine di espresso, due tazzine di caffè fatto con la moka o cinque tazze da 200 ml di tè nero.