La biodisponibilità di una sostanza è la quantità di composto, estrapolata dall’alimento, in grado di essere assorbita dalla parete intestinale, in modo che giunga nel sangue e si accumuli nei vari organi e tessuti.

I trattamenti a freddo hanno due effetti opposti. Da un lato, causano la degradazione dei carotenoidi (effetto negativo) e, dall’altro, generano un aumento della biodisponibilità dei carotenoidi (effetto positivo).

«Prendendo in considerazione questi due effetti – hanno chiarito i ricercatori – si può concludere che i succhi surgelati, scongelati a temperatura ambiente o in un forno a microonde, siano potenzialmente migliori rispetto ai succhi freschi, perché potrebbe aumentare il livello di carotenoidi nel corpo».

Gli studi – per completezza dell’informazione – sono stati effettuati su succo d’arancia fresco, su succo surgelato – scongelato a temperatura ambiente, in forno a microonde o in frigorifero – e su succhi pastorizzati

Nonostante tutti i trattamenti a freddo determinassero una riduzione della concentrazione di carotenoidi, i succhi surgelati e successivamente scongelati presentavano migliori fonti di carotenoidi biodisponibilirispetto al succo fresco.

Ma come è possibile? Secondo gli esperti, il succo fresco ha certamente una più alta concentrazione di carotenoidi, ma ciò non significa che questi siano anche biodisponibili, ossia effettivamente assorbibili dal nostro organismo.

«Sappiamo benissimo quanto sia opinione comune sostenere che i succhi trattati siano meno sani rispetto a quelli freschi. Tuttavia, in questo studio, è stato dimostrato come, relativamente alla biodisponibilità, ciò non è sempre corretto» – è quanto spiegato il dr. Antonio J. Mele’ndez, ricercatore della Facoltà di Farmacia dell’Università di Siviglia.