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La sfida della civiltà

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Ora tocca a noi. Siamo noi a dover vincere la sfida della civiltà, non abbiamo più alibi. Parlo della guerra all’immondizia, della battaglia contro l’invasione dei rifiuti. Il piano per la raccolta differenziata è stato varato ormai da un mese, è sicuramente migliorabile (soprattutto nella parte che riguarda i cosiddetti rifiuti ingombranti), ma va rispettato. Altrimenti l’emergenza tornerà ad appestare le nostre giornate. Il sacrificio è richiesto a tutti, ma è il prezzo che già altrove pagano, senza proteste. La soluzione trovata per ripulire le strade della provincia napoletana è comunque provvisoria, propedeutica all’assunzione di provvedimenti strutturali: non si può esportare all’infinito la nostra monnezza in Germania, né si può pensare di lasciare cumuli di materiale indifferenziato marcire in centri di raccolta che devono restare un sistemazione molto temporanea. Si aspettano i termovalorizzatori, ma tutto va prima selezionato, non sono forni che tutto bruciano. Eppure ho sentito discorsi stranissimi, diciamo pure irresponsabili: sofismi per evitare di percorrere cinquanta metri con un sacchetto che pesa si e no trecento grammi. Così non si va da nessuna parte, anzi si torna indietro. L’obiettivo finale deve essere la scomparsa di quei moderni monumenti alla sporcizia che sono i cassonetti, ricettacolo di ogni tipo di infezione. La raccolta porta a porta ha questo scopo, per raggiungerlo il più in fretta possibile serve la collaborazione di tutti. Senza polemiche. Lo spettacolo dei contenitori pieni all’inverosimile già alle 6 di sera è una visione da terzo mondo, non serve invocare la presenza a ogni angolo di un vigile che multi gli incivili, il problema dobbiamo risolverlo, prima, nella nostra coscienza di cittadini. Quei frigoriferi abbandonati sui marciapiedi, quei materassi sistemati alla men peggio sotto al muro, quelle vecchie cucine lasciate a marcire in strada sono scene che in un paese che si definisce civile non sono tollerabili. Il Comune ha garantito lo smaltimento gratuito, ponendo la sola condizione di trasportare il materiale di cui disfarsi nel centro di raccolta. Troppa fatica, devono aver pensato quei signori che ancora preferiscono trasformare lo spazio sotto casa in un immondezzaio. Eppure basterebbe porre come condizione per un nuovo acquisto il ritiro del vecchio elettrodomestico. Oppure l’alternativa c’è ed è (giustamente) onerosa: si paga e si ottiene il servizio a domicilio. Provi il Sindaco a battere anche questa strada: ogni cosa deve essere tentata per evitare quel deprimente effetto discarica. MASSIMO CORCIONE DIRETTORE SKY SPORT
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