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Se il Sud muore sono guai per tutti

Se il Sud muore sono guai per tutti
(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Finalmente lo stanno capendo tutti: il Sud non può morire, altrimenti trascinerà nella fossa tutto il Paese. L’ultimo libro appena pubblicato dalla coppia Stella-Rizzo, benemeriti censori della disfatta Repubblica italiana, apre la strada a una soluzione politica. Partendo dalla invereconda collezione di ruberie e sprechi, si arriva alla necessità che qualcosa venga fatto per tutelare e valorizzare quel che resta dopo il saccheggio. E’ un buon punto di ripartenza, mutuando dal calcio il termine che ha sostituito la meno fascinosa parola contropiede. Ma in contropiede sono stati trafitti quanti già stavano celebrando il funerale di Mezza Italia. Allora, con il cuore aperto alla speranza, ripartiamo. Lo Stato deve intervenire, innanzitutto scoprendo e punendo duramente chi non rispetta le regole, alzi le travolge con disprezzo. Ma deve anche promuovere nuove iniziative, incentivare imprese che stentano a nascere, mentre altre muoiono nell’indifferenza nazionale. Non si può assistere con freddezza notarile a un fiasco dietro l’altro, le responsabilità sono di tutti. Anche nostre, certo, che non abbiamo stanato, isolato, emarginato chi sotto i nostri occhi prosciugava risorse e forze finanziarie, oltre a violentare il territorio. Oggi nessuno vuole più i prodotti agricoli campani, ma fino a ieri nessuno aveva notato quel traffico di tir che trasportavano veleni che hanno intossicato il nostro futuro. Nessuno li vedeva partire dal Nord che ora s’indigna, nessuno registrava il loro arrivo là dove la mobilitazione è diventata generale. Ben venga, finalmente, la Zona Franca Urbana se concederà benefici reali e non solo qualche forma mascherata di assistenzialismo. In passato abbiamo avuto solo questo, poco più di un’elemosina elargita con distacco, giusto per non staccare la spina. Ora serve propellente, carburante per alimentare una ripresa che altrove ha già dato qualche segno. L’istituzione delle Zone Franche è stata sempre tormentata, una storia infinita che non ha mai prodotto certezze. Eppure era stata sperimentata con successo in Europa, le cifre che certificavano l’incremento di occupazione erano state positivamente imbarazzanti, ma in Italia era stata l’occasione per l’ennesima battaglia in difesa delle clientele. Si era arrivati a parificare situazioni completamente diverse, come se un medico prescrivesse la stessa medicina a chi ha il raffreddore e a chi ha la polmonite. Se il Sud muore, saranno guai per tutti, senza zone franche per nessuno. MASSIMO CORCIONE

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