A cura di Mario Cardone

Pompei riscopre l’antico edificio termale repubblicano grazie ad un intenso lavoro scientifico in collaborazione con l’Università di Berlino.

Prosegue l’indagine sui luoghi meno conosciuti degli scavi archeologici con la collaborazione di Enti ed Università di tutto il mondo, che colgono l’occasione di avere a disposizione un campo eccezionale d’indagine e di studio lasciando sul territorio i risultati del loro lavoro. Questa volta, con la collaborazione dei tedeschi, c'è stato il ritorno alla luce delle Terme Repubblicane, il quinto dei complessi termali identificati a Pompei e presumibilmente il più antico stabilimento pubblico conservato nel sito.

L’edificio, adiacente l’ingresso del Foro Triangolare, nel corso della prima età imperiale (I sec. d. C.) era andato in disuso ed era stato inglobato negli edifici privati dell’area. Era stato precedentemente scavato nel 1950 da Amedeo Maiuri, che ne documentò la planimetria. Da allora non era stato più indagato ed era stato ricoperto da terreno e da vegetazione spontanea. Ora si è conclusa la seconda fase di un progetto della Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia che vede sul campo l’Università di Berlino (Freie Universität), e diretto dalla professoressa Monika Trümper in collaborazione con la Oxford University, e voluto dalla Soprintendenza.

E' stata avviata un’importante attività di studio articolata in due fasi. La prima si è svolta a marzo, ed ha previsto la pulizia dell’area e il rilievo architettonico, che ha riportato alla luce la struttura delle terme. La seconda si è conclusa in questi giorni con una campagna di scavo che ha messo in evidenza l’evoluzione temporale della struttura. Le Terme Repubblicane sono tra le più antiche di Pompei. Una prima sperimentazione che confluisce nella soluzione ottimale delle Terme Stabiane, poco distanti e di successiva costruzione, che rappresentano un modello perfetto di complesso termale. Conferma della più antica origine di queste terme potrebbe proprio essere la presenza di intercapedini areate sotterranee per il passaggio dell’aria calda. Sistema sostituito successivamente dalle colonnine di mattoni adottate nelle terme romane.

Le indagini di studio si sono concentrate nell’area del laconicum (sauna) e del praefurnium (fornace), che rappresentano la fase di passaggio dal modello greco a quello romano. I risultati di queste ricerche sono fondamentali per progettare il successivo restauro e la conservazione delle terme che precede la fruizione culturale e turistica.