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Ottantotto anni fa nasceva Pompei. L'arcivescovo Caputo scrive al sindaco Uliano

Ottantotto anni fa nasceva Pompei. L'arcivescovo Caputo scrive al sindaco Uliano

Una lettera nella quale il delegato pontificio ricorda il traguardo raggiunto nel 1928

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Ottantottesimo anniversario della costituzione del comune di Pompei. L' Arcivescovo-Prelato e Delegato Pontificio di Pompei, Tommaso Caputo, ha scritto una lettera al sindaco di Pompei Nando Uliano per esprimere le congratulazioni della Chiesa per quel lontano evento risalente al 29 marzo del 1928:

«Egregio signor sindaco - si legge nella lettera -, sono lieto di presentarLe, quale primo cittadino, i più fervidi auguri per l’88° anniversario della costituzione del Comune di Pompei.

In poco più di cinquant’anni quella che, nel 1872, al primo arrivo dell’Avvocato Bartolo Longo, era una valle abbandonata, divenne una ridente cittadina, con tutti i servizi essenziali, tale da meritarsi di diventare Comune autonomo.

È importante ricordare la data del 29 marzo 1928, che segna la nascita del Comune di Pompei, così come è necessario non dimenticare l'impegno di Fratel Adriano di Maria, al secolo Enrico Celentano, che, proseguendo l'impegno di Bartolo Longo, morto due anni prima, portò a compimento tutte le pratiche burocratiche e riuscì a superare numerosi ostacoli per giungere al desiderato traguardo.

Ogni cittadino di Pompei deve continua riconoscenza a questi due grandi uomini, dai quali dovrebbe ereditare la tenacia e la risolutezza con cui portare avanti le migliori iniziative per il bene della comunità cittadina.

Dalla collaborazione leale, rispettosa e concreta tra tutte le forze positive della città potranno, così, nascere e crescere progetti e realizzazioni necessari per uno sviluppo globale e funzionale.

La nostra Pompei rappresenta un unicum nel panorama mondiale, in quanto punto d'incontro tra la fede e la carità, tra la storia e la religione, tra l'arte e la devozione.

È desiderio mio, dei sacerdoti, delle religiose, dei laici impegnati nelle nostre numerose istituzioni che Pompei continui ad essere quella che deve essere: una città accogliente per tutti, innanzitutto per i suoi cittadini; per i turisti ed i pellegrini che, a milioni, ogni anno affollano il suo suolo; ed anche per i fratelli e le sorelle più bisognosi che, sulle orme del Beato Bartolo Longo, abbiamo la gioia di ospitare nella Casa Emanuel, nell’Istituto Bartolo Longo, nelle cinque Case Famiglie ubicate nelle ex Case Operaie, nella Mensa per i poveri, nel centro di recupero per gli ex tossicodipendenti, presso la Caritas diocesana e nelle altre opere di carità che, pur tra non poche difficoltà, portiamo avanti.

È questo l'auspicio che, nel giorno anniversario, presento a Lei e a tutti i pompeiani, affinché assieme possiamo essere fedeli al progetto d'amore e di pace del nostro Fondatore, Bartolo Longo.

Mi è gradita l’occasione per porgerLe deferenti saluti".

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