Si è conclusa sabato 18 luglio, con il gran finale affidato a Leila Duclos e ai Django Moods, la quattordicesima edizione di Pompei Inn Jazz, la rassegna estiva promossa dall’avvocato e musicista Gianpiero De Honestis con il patrocinio del Comune di Pompei. Tre giorni, cinque concerti e un cartellone internazionale che ha trasformato piazza Schettini nel cuore pulsante dell’estate musicale campana, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti di riferimento per il jazz nel Sud Italia.
Nata come progetto di raccordo tra espressione contemporanea e tradizione, la rassegna ha mantenuto intatta anche nel 2026 la propria doppia anima: aprire a linguaggi Jazz globali, senza mai perdere il contatto con le radici locali. A condurre le tre serate, lo speaker Franco Simeri, che ha accompagnato il pubblico con presentazioni, aneddoti e coordinate musicali.
Il programma, articolato in due concerti per serata, ha spaziato dal jazz strumentale d’autore al gipsy manouche, passando per omaggi dedicati a Pino Daniele e riletture di repertori storici. L’ingresso gratuito, senza necessità di prenotazione, ha garantito una partecipazione trasversale e numerosa, con piazza Schettini costantemente piena per tutte le tre serate.
La scaletta: da Del Prete a Django, passando per Pino Daniele
Giovedì 16 luglio - Apertura affidata al Luigi Del Prete Trio con il progetto Pangea, in formazione con il sassofonista Daniele Scannapieco. A seguire, il tributo Friends for Pino con Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo e Tony Esposito, a ricordare la stagione di Nero a metà e il legame della rassegna con la tradizione musicale napoletana.
Venerdì 17 luglio - Serata dedicata al Giuseppe Venezia Quintet, con ospite il trombettista londinese Quentin Collinsper il repertorio di I’ve Been Waiting for You, disco che ha sancito la collaborazione tra i due musicisti.
Sabato 18 luglio - Prima il pianista Andrea Rea con El Viajero, viaggio nelle sonorità latinoamericane, poi il gran finale con la cantante-parigina Leila Duclos e i Django Moods per un itinerario tra gipsy jazz e jazz manouche, con omaggi a Django Reinhardt e brani originali.
Il ruolo di Gianpiero De Honestis: direttore artistico e “collante” del progetto
Figure chiave della rassegna rimane Gianpiero De Honestis, direttore artistico e anima organizzativa, che anche quest’anno ha firmato un cartellone equilibrato tra produzioni originali, omaggi e crossover. La sua doppia veste - avvocato e musicista - si riflette in un approccio curatoriale attento sia alla qualità artistica sia alla sostenibilità del progetto, con ingresso gratuito e forte radicamento nel tessuto culturale di Pompei.
In una stagione estiva affollata di eventi, la formula del festival “in piazza”, con più concerti per serata e una programmazione densa, si conferma vincente, capace di attrarre un pubblico trasversale e di mantenere alta l’attenzione sulla rassegna anno dopo anno. Con il sipario calato su Leila Duclos e i Django Moods, Pompei Inn Jazz 2026 lascia un solco chiaro: il jazz, quando sa dialogare con la memoria e con il territorio, diventa rito collettivo. E Gianpiero De Honestis, ancora una volta, ne conferma la regia.


