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Pompei - La rinascita del sito archeologico un esempio per l'Europa

Pompei - La rinascita del sito archeologico un esempio per l'Europa

Ora occorre valorizzare gli altri monumenti della buffer zone vesuviana

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

“La valorizzazione dell’identità culturale aumenta la potenzialità di sviluppo del territorio”. Questo teorema di sviluppo ha ispirato gli interventi dei ministri De Vincenti e Franceschini (titolari rispettivamente del Ministero per la Coesione Territoriale e del Mezzogiorno, e dei Beni e delle attività culturali e del Turismo) che hanno concluso il dibattito svoltosi lo scorso 3 luglio presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei sul Programma operativo interregionale (POIn) con riferimento agli interventi di restauro e valorizzazione realizzati con il Grande Progetto Pompei ed al Piano Strategico per lo sviluppo socio economico della Buffer Zone, ancora da finanziare e realizzare.

La dichiarazione del direttore generale della Commissione Europea, Rudolf Niessler - ”Pompei rappresenta oramai un modello da seguire per gli altri Paesi Europei per l’utilizzo di fondi comunitari” - ha dato spunto alla rivendicazione orgogliosa del ministro Franceschini di aver ben operato nell’interesse del monumento archeologico.

”Sentir dire queste cose da chi professionalmente ricopre l’incarico di controllare conti e procedure ci gratifica”. Ha precisato Franceschini, che ha proseguito: ”Sono diventato ministro di venerdì, la domenica successiva si è verificato un crollo a Pompei, il lunedì se ne è verificato un altro. Pompei per la stampa era diventata un fenomeno di criticità - ha proseguito il ministro -, successivamente è partito progressivamente il cambiamento, non solo con i cantieri di restauro delle domus ma anche grazie ad una serie di interventi che hanno reso più piacevole la visita nel Parco Archeologico vesuviano”.

“Pompei rappresenta l’emblema della coesione territoriale per la rinascita dei centri culturali e artistici come poli di sviluppo turistico”. E’ stata la tesi di De Vincenti, che ha spiegato che l’illuminazione notturna della città archeologica rappresenta un traguardo importante di questo percorso.

“Troppi turisti che arrivavano a Pompei ripartivano presto perché sul territorio ci sono tanti altri luoghi da visitare - ha spiegato Franceschini -. Con l’illuminazione notturna sarà possibile allungare la durata di queste visite che stanno aumentando del 10-15% ogni mese che passa”.

A questo punto, nell’attuazione del piano strategico di valorizzazione della buffer zone del territorio archeologico vesuviano, si dovrà non solo indurre il turista a restare a Pompei ma a prendere in considerazione il territorio limitrofo che oltre a Pompei vanta monumenti archeologici belli e importanti come Ercolano, Stabia, Oplonti e Boscoreale.

twitter: @MarioCardone2

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