A cura di Mario Cardone

L’apertura di Porta Vesuvio, eventuale quarto ingresso nell’area nord del Parco Archeologico di Pompei, in direzione Vesuvio ed ai confini di Boscoreale, è l’obiettivo principale della comunità locale della contrada Civita Giuliana, che sarà illustrato nel convegno dell’associazione Pompei Civita, indetto per domenica 22 aprile. Nasce dall’esigenza di creare le basi per le future iniziative turistiche dell’antica contrada Civita di Pompei, la cui vocazione rientra nel piano di gestione a matrice Unesco dell’Unità Grande Pompei. Si tratta della località simbolo dell’identità pompeiana, che ospita una preziosa cappella gentilizia dedicata alla Madonna dell’Arco.

Parliamo di Contrada Civita Giuliana, posta nell’ameno paesaggio della campagna pompeiana, a ridosso del sito archeologico più famoso del mondo e ai piedi del Vesuvio, che fu la causa della sua distruzione. Fattori climatici ed ambientali eccezionali hanno concorso alla formazione di una comunità residenziale che vive prevalentemente di agricoltura sulla collina di Civita, auspicando un futuro turistico. La cappella signorile dedicata alla Madonna dell’Arco rappresenta il cuore e l’anima della borgata. E’ stata costruita nel 1830 dal nobile Nicola de Rinaldo di Boscoreale e restaurata recentemente con finanziamenti della Regione Campania senza aver ripreso le funzioni religiose a causa di contrasti tra Comune e Chiesa locale riguardanti l’accollo delle spese di gestione.

La Chiesa della Madonna dell’Arco non è solo centro di culto della comunità del posto ma rappresenta parte integrante della tradizione locale. Ne consegue che la passeggiata paesaggistico-culturale nell’ambito territoriale, tra Scavi archeologici e Vesuvio, prevista dal piano di valorizzazione Unesco, è destinata a valorizzare anche l’economia del territorio. Il progetto di restauro e il consolidamento della cappella gentilizia ha previsto il restauro dell’edificio e degli elementi architettonici esistenti, l’arredo e l’allestimento interno, gli impianti tecnologici, il recupero del verde circostante, la rimozione delle serre esistenti e la realizzazione di un percorso in terra battuta.

E’ stata realizzata anche la riqualificazione dell’area del sagrato con una rampa di collegamento al marciapiedi. Ora bisogna valorizzare le iniziative turistiche che puntano su due eccellenze: la vegetazione tipica vesuviana e i giardini privati sedi di aziende agricole e nascenti attività ricettive oltre alla vicinanza al Parco Archeologico.

Servono, dunque, l’apertura dell’ingresso al Parco e la stazione locale della Circumvesuviana. Questo è il motivo del convegno con ospiti politici di prima, seconda e terza repubblica (la neo senatrice M5S Virginia La Mura, il consigliere regionale Mario Casillo, il sindaco Pietro Amitrano ed il docente universitario Sandro Staiano, ex sindaco della città mariana) e qualche vecchia conoscenza come l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Pompei, Michele Fiorenza, che attualmente veste i panni dell’imprenditore turistico e di presidente dell’associazione che ha promosso il convegno aperto a tutti ma mancante di un rappresentante della direzione del Parco Archeologico di Pompei, a cui compete la decisone definitiva circa l’ingresso al sito.

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