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Pompei - Scavi, il "tesoretto" del fuggiasco: trovate le monete che portava con sé

Pompei - Scavi, il "tesoretto" del fuggiasco: trovate le monete che portava con sé

In tutto sono venti quelle d'argento e due di bronzo

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Il fuggiasco rinvenuto durante gli scavi della Regio V nel sito archeologico di Pompei, riproduce la visione consueta: quella della vittima della furia del Vesuvio rinvenuta in possesso dei beni che per lei rappresentavano la possibilità di sopravvivenza, mentre cercava di scampare dal pericolo imminente.

E’ normale in questi casi pensare anche ai problemi della sopravvivenza successiva. Lo scheletro emerso recentemente nel cantiere di scavo fuggiva dalla furia dell'eruzione del vulcano nel 79 d. C. - che distrusse la città antica -, con la speranza di salvarsi e per questo motivo stringeva al petto il tesoretto di monete che gli avrebbero consentito di vivere. I resti del fuggiasco testimoniano che lo stesso è stato colpito da un blocco di pietra che gli è stato lanciato contro dalla furia eruttiva spezzando il suo tronco in due: da una parte lo stomaco e le gambe, dall’altra la parte superiore del torace e la testa. Proprio nella parte alta sono emerse 20 monete d’argento e 2 in bronzo, contenute in una borsetta che il fuggiasco stringeva al petto mentre veniva colpito dal masso.

Durante la pulizia dello scheletro sono dapprima emerse 3 monete dal torace, successivamente dall’esame dei resti della vittima - spostati nel frattempo nel Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei per l’esame antropologico - e degli oggetti annessi, è venuto fuori il gruzzolo di monete che sono allo studio dei numismatici mentre i resti della borsa che le conteneva saranno esaminati in laboratorio per definirne il materiale.

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Il piccolo tesoro personale della vittima sarebbe composto da 20 denari d’argento e 2 assi in bronzo, per un valore nominale di ottanta sesterzi e mezzo. Il valore del gruzzolo è stato stabilito che avrebbe potuto assicurare, all'epoca, il mantenimento di una famiglia di tre persone per 14-16 giorni.

Le monete esaminate hanno diverso conio e pezzatura. Sono state al momento studiate 15 monete, per la maggior parte repubblicane, a partire dalla metà del II secolo a. C.: una di esse, più tarda, è un denario legionario di Marco Antonio, comune a Pompei, con l’indicazione della XXI Legio. Tra le poche monete imperiali sono stati individuati un probabile denario di Ottaviano Augusto e due denari di Vespasiano.

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