A cura di Domenico Gagliardi

La Chiesa di Pompei, con una nota ufficiale, espone la sua posizione nei confronti del Pompei Pride, la sfilata dell'orgoglio LGBT che si svolgerà nella città degli Scavi sabato 30 giugno e che ha come obiettivo quello di rivendicare pari diritti e avversare ogni forma di discriziominazione. Il punto di ritrovo è in piazza Falcone e Borsellino alle ore 15. Il corteo arcobaleno sfilerà poi lungo le strade del centro cittadino.

«In sintonia con la propria storia di solidarietà ed accoglienza e secondo l’insegnamento del Papa, la Chiesa di Pompei, in riferimento alla manifestazione, conferma l’impegno per il rispetto di ogni persona e di quanti si trovano in situazioni di discriminazione».

Il Clero pompeiano, tuttavia, richiamando le parole di Papa Francesco nella recente Esortazione Apostolica Amoris laetitia, ribadisce che «la famiglia umana, come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola». Confermando, al contempo, la necessità di assicurare rispetto e dignità per scongiurare ogni forma di «ingiusta discriminazione, particolarmente ogni forma di aggressione e violenza», e garantire a coloro che manifestano l'orientamento omosessuale «gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita».

«Sempre in merito alla manifestazione - conclude la nota della Curia -, se un auspicio può essere espresso, esso non può che riguardare il rispetto delle convinzioni dei credenti, anche attraverso modalità e gesti che caratterizzano le manifestazioni a Pompei, città di fede e cultura».

Intanto, dopo i manifesti e le scritte offensive rimosse nei mesi scorsi, a tuonare contro il Pompei Pride è il Movimento Nazionale per la Sovranità - Salvini premier di Gianni Alemanno (ex sindaco di Roma). In questo caso, il circolo di Pompei ha realizzato un manifesto nel quale si recita testualmente: «Gay Pride a Pompei? No, grazie. La libertà sessuale è un conto ma la provocazione oscena è inaccettabile in una città simbolo della cristianità». Poi l'attacco all'Amministrazione comunale di Pietro Amitrano. «E' ingiustificabile che in tale occasione sia cosi marcato ed assordante il silenzio della politica locale - dice Arturo Sorrentino, componente dell'Assemblea Nazionale di MNS e cittadino pompeiano -. Il conformismo della paura di apparire bacchettoni pare sia più forte, probabilmente, delle stesse convinzioni intime di ognuno. La libertà di avere inclinazioni e preferenze personali, anche dal punto di vista sessuale, non si discute. Vanno rispettate anche quando non sono condivise, ma non possono essere oggetto di manifestazioni ideologiche e di propaganda».

Nel frattempo, sono diverse le iniziative a latere dell'evento promosse dal comitaqto organizzatore del Pompei Pride: dalle visite "gay friendly" agli Scavi archeologici di Pompei e Oplontis a Torre Annunziata, all'allestimento di un info-point turistico dedicato ai partecipanti alla manifestazione.

C'è poi l'iniziativa "Remove the frame - Rimuovi la cornice dei pregiudizi". Tanti i personaggi dello spettacolo, della musica, della tv, dello sport, del cinema (Patrizio Rispo, Serena Rossi, Patrizio Oliva, l'ex nuotatore Massimiliano Rosolino, la pugilessa oplontina Irma Testa, l'olimpionico di judo Pino Maddaloni, Maria Nazionale, Monica Sarnelli, Patrizia Pellegrino, la ballerina Lorella Boccia, Tony Tammaro, il fenomeno musicale partenopeo Liberato, l'etoile Carla Fracci, lo stilista Gianni Molaro, la soubrettina Lisa Fusco, l'ex campione di boxe Patrizio Oliva, il pugile Vincenzo Picardi) e della società civile che hanno "prestato i loro volti" per il Pompei Pride. A questi si aggiungono la "madrina" dell'iniziativa Cristina Donadio (la Chanel di Gomorra-La Serie), e Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo, il giovane che ha rischiato di morire a seguito di un'aggressione di una babygang a Napoli. 

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