A cura di Mario Cardone

Le numerose scoperte recenti nel Parco Archeologico e nel suburbio di Pompei hanno un seguito nelle ricerche commissionate alle maggiori università italiane e straniere per capire il significato della storia di cui quelle testimonianze archeologiche sono prova. Le sa bene queste cose il direttore generale Massimo Osanna, con un passato ed un futuro da docente universitario, per cui conosce bene il valore della collaborazione tra archeologi ne ricercatori che da solo può svelare il mistero della storia che può essere basato su tracce che a prima vista potrebbero apparire insignificanti. A parte i nuovi scavi della Regio V, sono in corso indagini in altre aree già venute alla luce. Lo scopo è di approfondire la conoscenza delle fasi più antiche di Pompei e della storia dei suoi spazi urbani.

Dal Foro Triangolare al Tempio di Esculapio, dalle fulloniche della Regio VI alla Necropoli di Porta Sarno, dalle botteghe di via dell’abbondanza nell’Insula VII, alla Casa del Leone presso l’Insula Occidentalis: sono i titoli delle campagne di ricerca condotte dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Università Federico II o le concessioni come quelle dell’Università degli Studi di Genova l’École Française de Rome e l’Università di Rouen, la Universidad Europea de Valencia sotto la supervisione del Parco, nonché l’attività di scavo presso il sito di Civita Giuliana in collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nell’area del Foro Triangolare il progetto di scavi in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, avviato nel 2016, ha definito le sue diverse fasi edilizie di circuito murario al fine di chiarire le relazioni con portico occidentale e con il Tempio Dorico. E’ molto probabile che questo settore del Foro Triangolare fosse interessato tra III e II secolo a. C. dalla presenza di un imponente sistema difensivo costituito da una struttura a doppia cortina e nucleo interno.

Nell’ambito dello stesso progetto è stato concluso lo scavo al Tempio di Esculapio (Asclepio in greco), posto nel Quartiere dei Teatri, all’incrocio tra via di Stabia e la cosiddetta via del Tempio di Iside. Bisognava riesaminare la struttura dell’edificio per ricostruirne le fasi edilizie. Studi recenti tendono ad attribuire la titolarità del culto al dio della medicina Asclepio. Attribuzione già sostenuta da J. J. Winckelmann sulla base del rinvenimento di due statuette (secondo lo studioso, raffiguranti Asclepio stesso e Salus), e rafforzata dal rinvenimento di una cassetta contenente strumenti chirurgici e decorata da un rilievo in bronzo raffigurante il dio. L’evoluzione delle installazioni produttive dell’antica Pompei fanno parte del programma“Spazi urbani di produzione e storia delle tecniche a Pompei e Delo”  condotto dall’ École Française de Rome e dall’Università di Rouen sulle fulloniche e su una bottega della Regio VI, con l’obiettivo di capire il funzionamento dell’economia urbana attraverso le attività produttive. Presso la necropoli di Porta Sarno, invece, durante uno scavo di emergenza del 1998-99  furono scoperte alcune tombe sannitiche e due recinti funerari romani.

Quest’estate si è avviata la prima campagna del progetto di studio e indagine scientifica con la Universidad Europea de Valencia e l’Institut Valencià de restauració I Conservació finalizzata al restauro dei monumenti funerari e alla documentazione della necropoli. Gli scavi archeologici in alcune botteghe di Via dell'Abbondanza (in corrispondenza della Regio VII, Insula 14) condotti dall’Università degli studi di Genova hanno permesso il recupero di ceramica, intonaci, metalli, reperti faunistici, malacofauna, monete, carporesti per capire il senso dell’utilizzo di questi spazi e della loro articolazione tra il II sec. a.C. ed il 79 d.C. l’Insula Occidentalis, un nuovo tratto del peristilio della Casa del Leone (VI 17, 25), è emerso nel corso delle recenti indagini condotte dal Parco, in collaborazione con l’ Università di Napoli Federico II.

Infine, nel suburbio settentrionale dell’antica Pompei, in località Civita Giuliana, il Parco Archeologico di Pompei ha ripreso gli scavi nell’area di una grande villa rustica con cunicoli clandestini scoperti dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dai carabinieri. Gli scavi negli scorsi mesi hanno portato in luce cinque ambienti del lato servile della villa. E’ stato possibile realizzare i calchi di due letti e quello integro di un cavallo, rinvenuto con gli elementi della bardatura nella stalla di fronte a una mangiatoia. L’intervento mira a completare lo scavo della stalla dove è stato rinvenuto l’equino, riportando in luce tutto l’ambiente con le murature perimetrali.

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