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Pompei - Inedita traduzione del graffito che riscrive la storia della città antica: si cerca una cella olearia

Pompei - Inedita traduzione del graffito che riscrive la storia della città antica: si cerca una cella olearia

E' il "pezzo mancante" per stabilire la data esatta dell'eruzione del 79 d. C.

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Dopo l’esortazione del direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna  - “Bisogna trovare la cella olearia” - lanciata dopo la traduzione autorevole della famosa scritta con carboncino che ha fatto cambiare la data dell’eruzione del Vesuvio che ha distrutto Pompei (dal 24 agosto al 24 ottobre del 79 d. C.), è nata una vera e propria caccia al tesoro nella Regio V. Ora si scava per cercare la dispensa dell’olio. Se verrà rinvenuta nei prossimi giorni, prevarrà la nuova interpretazione del graffito destinato a passare alla storia almeno quanto il denario di Tito, esposto nella mostra "Tesori sotto il lapillo", che fu ritrovato vicino ad un pompeiano in fuga portando gli archeologi a precedenti considerazioni che facevano prediligere (insieme a tante altre considerazioni) la data di ottobre rispetto ad agosto per l’eruzione pliniana.

Per ’epigrafista della Normale di Pisa, Giulia Ammaniti, che è giunta direttamente sullo scavo ad esaminare l’iscrizione, a parte la data del 17 ottobre (che resta confermata), la scritta andrebbe letta "IN OLEARIA / PROMA SUMSERUNT", vale a dire "hanno preso nella dispensa olearia" invece di IN[D]ULSIT / PRO MASUMIS ESURIT[IONI], che si traduce “Il 17 ottobre lui indulse al cibo in modo smodato”.

In effetti, a parte l’usura del tempo, la difficoltà di interpretare le scritte in lingua osca (vale a dire il latino parlato) nasce dal fatto che frequentemente le parole sono prive di sillabe, lettere o dittonghi che all’epoca venivano dati per scontate. L'iscrizione è stata trovata nell’atrio della casa con giardino che era in corso di ristrutturazione. Il motivo per il quale quella scritta in carboncino sta assumendo il valore di prova decisiva per stabilire la data dell’eruzione è che, a detta del direttore generale el Parco archeoloigico, "trattandosi di carboncino, fragile e evanescente, che non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, è più che probabile che si tratti dell’ottobre del 79 d. C., una settimana prima della grande catastrofe che sarebbesecondo questa ipotesi, avvenuta il 24 ottobre".

 

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