A cura di Mario Cardone

I crolli di grossi alberi hanno creato danni sul territorio di Pompei ai quali bisogna porre rimedio al più presto per tutelare la sicurezza delle persone e dei beni. Allo stesso tempo si discute sulla mancanza di ogni programmazione nella cura del verde pubblico. E’ il caso di via Ripuaria, sul corso del fiume Sarno, dove da questa estate è stato interrotta e non più ripresa la potatura degli antichi platani, che non veniva fatta da diversi anni. Su via Ripuaria un albero ad alto fusto, crollato nel letto del fiume, ha sradicato contemporaneamente le radici che sostenevano un pezzo dell’argine del medesimo corso d’acqua. E’ stata pertanto indetta dalla Protezione Civile regionale, con i criteri della somma urgenza, una gara d’appalto per lavori pubblici di messa in sicurezza del lato sinistro della strada che costeggia il Sarno, territorio di Pompei, dove attualmente manca un pezzo, prima del tratto di foce che attraversa il Comune di Castellammare di Stabia e sfocia a mare a Rovigliano, a Torre Annunziata.

Anche un grosso pino caduto in un fondo privato all’interno dello spazio verde che circonda il Parco Archeologico di Pompei ha creato ingenti danni dal momento che ha mandatoin tilt la biglietteria per 5 giorni, con quella di Porta Marina rimasta chiusa per motivi di sicurezza.

Parliamo degli eventi dannosi per l’economia pompeiana causati dal forte vento dei giorni scorsi, che si sarebbero potuti evitare curando le scadenze di manutenzione del verde. A questo punto è lecito chiedersi: è rimasto ancora il pericolo delle cadute d’alberi a Pompei? Il Comune e gli altri Enti responsabili al riguardo, come si stanno attivando? Domande che non incontrano risposte, come tante altre, sul versante sicurezza.

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