A cura della Redazione

Giorno triste per Pompei. Nella parrocchia del Sacro Cuore - gremita da centinaia di persone - si sono svolti i funerali di Pasquale Manzo, il giovane di 14 anni morto in Algeria alcuni giorni fa. Lì si trovava insieme alla madre Lucia e al fratello Eduardo per stare insieme al padre Giuseppe, carabiniere in servizio ad Algeri. Un gioco in giardino, una capriola che gli spezzato la vita. Una assurda e drammatica sorte per un ragazzo ben voluto e conosciuto nella comunità pompeiana (era anche il nipote del vicesindaco Carmine Massaro). Frequentava il Liceo Pascal ed era un grande tifoso del Napoli.

Una tragedia che segue di poco quella di Davide Natale, 21enne originario di Pompei morto il 29 ottobre scorso schiacciato da un albero a Napoli durante il temporale.

Ad officiare le esequie c'era Monsignor Tommaso Caputo (foto), il Capo della Chiesa di Pompei. «Pasquale era un ragazzo affettuoso, che sapeva farsi amare da tutti - ha detto l'Alto Prelato nella sua omelia -. Facciamo fatica, restiamo attoniti. Mancano le parole. Ci domandiamo sconvolti: “Perché?... Perché?”. Umanamente non esiste una risposta soddisfacente, una parola adeguata».

Mons. Caputo ricorda poi le virtù di Pasquale: «Era sensibile ai valori alti, appresi nella sua bella famiglia cristiana. È stato alunno della scuola del Santuario dal 2010 al 2015. Gli insegnanti lo ricordano come un bambino educato, dolce, gentile, disponibile con tutti e rispettoso nei confronti dei maestri. Eccelleva in tutte le materie, con una grande passione per la storia, la matematica e le scienze. Aveva anche un profondo senso religioso. Il successo negli studi era dovuto alla sua grande volontà e all’impegno personale. E ciò anche grazie all’assidua presenza dei genitori, sempre pronti a seguirlo e a curarlo nei suoi bisogni. Attraverso il distacco della morte, scopriamo quanto sia prezioso l’altro per noi e come l’amore sia l’unica dimensione che può dare senso al vivere e al morire. Oggi Pasquale ci insegna che la vita va apprezzata e vissuta sempre in coerenza di vita».

Poi il messaggio rivolto ai suoi amici: «Voi giovani lo ricorderete sempre con affetto. Egli, in un certo modo, potrà continuare a vivere in ognuno di voi nella misura in cui continuerete a portare avanti ciò che a lui è stato negato: lo studio, l’amicizia, il rispetto reciproco, l’impegno religioso e sociale».

Infine, l'abbraccio ai genitori e ai familiari. «Oggi, ne siamo certi, Gesù condivide lo strazio di mamma Lucia, di papà Giuseppe, di Eduardo, dei nonni, dei familiari, degli amici, di tutta Pompei, che si è stretta intorno alla famiglia Manzo in un abbraccio corale. Più forte della morte è l’amore, che è l’eternità già entrata in noi», ha concluso Mons. Caputo.

Per essere sempre aggiornato clicca "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook