A cura di Mario Cardone

Un lavoro complessivo di presentazione al pubblico ha reso disponibile la riapertura, a partire da venerdì 21 dicembre, di tre significative strutture del Parco Archeologico di Pompei. Parliamo della Casa della Fontana Grande, della Casa dell’Ancora e del Tempio di Iside.  Sono tornate fruibili grazie a interventi di restauro, manutenzione e ricollocazione storica dei reperti prelevati nel corso degli scavi, oltre alla risistemazione dei giardini e del decoro del verde, senza contare i tempi necessari per le indagini di ricerca, abbinati agli interventi di manutenzione.

Nella prima si ripropongono l'allestimento storico dell’area seguendo il criterio espositivo di Museo diffuso, già sperimentato precedentemente a Pompei, e la ricollocazione in loco della copia della statuetta di puttino con delfino. La Casa dell’Ancora, con l’originale planimetria a doppio livello, è dotata di un bel giardino, recentemente arredato all’antica, al piano inferiore. Anche il Tempio di Iside, oltre a interventi di manutenzione generale e di restauro, è stato oggetto di indagini archeologiche che hanno fatto emergere reperti collegabili ad un sacrificio di pasti sacri che hanno migliorato le conoscenze sui rituali praticati nel santuario. 

Mentre l’impianto originario della Casa della Fontana Grande risale al II sec a. C., solo nel I sec d. C fu abbellita con la grande fontana ad abside - che dà il nome alla dimora - e rivestita con mosaici e conchiglie e ornata da due maschere teatrali in marmo. Al centro della fontana si trova una base cilindrica che fra Ottocento e Novecento venne arredata con copia di un puttino con delfino scoperto nel 1880 nel giardino della casa degli archi. Tale allestimento viene riproposto, ripresentando una sistemazione storica della fontana grande oramai consolidata.

La Casa dell’Ancora, chiamata così a causa dell’ancora raffigurata in un mosaico d’ingresso, presenta una planimetria originale concepita su due livelli posti a differenti quote: il piano superiore, incentrato su un’ampia terrazza su cui affacciavano tre grandi sale, con pavimenti decorati da mosaici; il piano inferiore, occupato da un giardino corredato da un portico.

Il Tempio di Iside era dedicato al culto misterico antichissimo dedicato alla dea egizia. Secondo il mito, Iside recuperò il corpo di Osiride, ucciso e smembrato da Seth, lo ricompose e gli ridiede la vita. Al centro di un cortile-porticato si trova il tempio su alto podio; nello spazio antistante l’altare, la fossa per le offerte e un piccolo edificio (purgatorium) al cui interno una scala porta al bacino cui attingere l’acqua per le cerimonie sacre. Alle spalle del tempio c’era l’ekklesiasterion, sala dedicata agli iniziati, mentre una sala più piccola (sacrarium) era arredata con pitture sul mito di Iside. Gli apparati decorativi, le sculture e gli arredi del santuario sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma è possibile rivivere l’effetto originario grazie alla ricollocazione di alcune copie delle medesime.

Nell’ekklesiasterion è possibile apprendere da apparati multimediali informazioni sul culto isiaco.

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