A cura di Mario Cardone

La Casa di Riposo "Carmine Borrelli" di Pompei fa parte della più nobile memoria storica della città. La gente se ne è resa conto e per questo motivo è partita una gara di solidarietà che al momento è rimasta nel campo delle proposte, considerato non è ancora partita alcuna iniziativa concreta.

Le analisi dei motivi che avrebbero portato al dissesto finanziario della società comunale in liquidazione “Aspide” non si contano, del resto lo stesso sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, ha più volte dichiarato che con la delibera proposta al Consiglio comunale, relativa alla sua chiusura, si punta a salvaguardare lo scopo (vale a dire la tutela degli anziani) del lascito ereditario, vale a dire l’iniziativa di alto profilo sociale nello spirito di misericordia predicato dal Beato Bartolo Longo.

Le proposte sono attualmente diverse, da quella della stessa maggioranza per l’affidamento in appalto della gestione della Casa di Riposo, a quella della minoranza, annunciata dal consigliere comunale Conforti, che consiste nella redazione di un piano pluriennale di rientro del debito complessivo dell’Aspide (valutato intorno al milione di euro). E’ stato formato anche un gruppo WhatsApp che ha proposto la creazione di una società di varia natura (cooperativa, Spa, ecc.) che rileverebbe la gestione della Casa di Riposo accollandosi il debito Aspide.

Intanto, per sabato prossimo (17 febbraio) è stata annunciata la visita della senatrice pompeiana M5S Virginia La Mura agli ospiti dell'ospizio, nella quale probabilmente ribadirà la sua posizione (di chiarezza dei conti e tutela degli anziani) pubblicizzata sui social e riferita allo stesso sindaco Amitrano. Insomma le dichiarazioni di buone intenzioni sono tante. Bisogna però incanalarle su percorsi concreti fissando precise priorità. La prima delle quali è generalmente condivisa. Parliamo della tutela degli anziani (30 in tutto) ospiti della Casa di Riposo “Carmine Borrelli. La seconda priorità dovrebbe riguardare la coerenza delle iniziative da intraprendere col lascito testamentario collegato all'esclusivo indirizzo della beneficenza.

Per essere chiari, i 16 immobili lasciati dalla D'Arienzo in eredità servono a produrre reddito a favore del mantenimento dei nonnini non ad ospitare sfortunati senza tetto, e così via si potrebbe citare un lungo elenco di cattive abitudini nella gestione di mezzi che al contrario dovrebbero essere ad esclusivo beneficio degli anziani.