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Pompei - "Sfrattato" dall'edicola, Comune deve risarcirlo con 45mila euro

Pompei - "Sfrattato" dall'edicola, Comune deve risarcirlo con 45mila euro

La vicenda che ha riguardato Giuseppe Artuso

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Insieme all’abbattimento dei box di piazza Schettini, si conclude la vicenda giudiziaria che ha visto attore l'edicolante Giuseppe Artuso e convenuto il Comune di Pompei. La vicenda riguarda indirettamente i box di piazza Schettini, dal momento che l’Artuso fu uno dei loro "ospiti" con la sua rivendita.

Poi, nel 2015, il sindaco dell’epoca Claudio D’Alessio gli diede lo sfratto dal chiosco sito davanti alla facciata del Municipio di Pompei (vale a dire lo storico Palazzo de Fusco) per trasferirlo in uno dei box di piazza Schettini. Da allora cominciò un vero e proprio calvario per Artuso che più di una volta abbiamo commentato nelle nostre cronache. Per farla breve, il giornalaio del centro di Pompei, che per le sue disavventure divenne un vero e proprio personaggio della cronaca locale, fu danneggiato per il trasferimento dell’attività (dal 2009 al 20115) tanto che fu costretto a chiudere. In primis il trasferimento del business, anche se a pochi metri di distanza, determinò il calo delle vendite; ma anche per il disagio del box che non si rivelò adatto a contenere un’attività commerciale principalmente perché non dotato di bagni. Ne deriva che Artuso dovette “assumere” un sostituto per l’assenza dovuta ai suoi bisogni corporali. Il box, sebbene a pochi passi dal comando dei vigili urbani, fu soggetto a due furti. Alla fine l'edicolante chiuse l’attività. Ora recupera almeno in parte il danno che ha avuto a seguito dell’ingiustizia che ha subito. Il Comune di Pompei dovrà rimborsargli la cifra di 45mila euro e pagare le spese del processo civile davanti al magistrato onorario Mario Giugliano, che ha decretato a favore di Artusi anche perché le responsabilità del Comune sono state acclarate in contumacia perché quando è partita la causa l'Ente (all’epoca sotto diversa Amministrazione) non ha ritenuto opportuno costituirsi nel processo. Bisognerà vedere cosà farà l’Amministrazione Amitrano: se persistere nella desistenza o impugnare la sentenza in secondo grado di giudizio.

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