A cura di Mario Cardone

E’ stato un Carnervale gioioso quello che si è svolto a Pompei sul sagrato del Santuario. Rappresenta una manifestazione carica d’improvvisazione che ottiene ogni anno che passa sempre miglior successo. Si presenta carica di una storia antica, radicata nella spontaneità delle famiglie del territorio di Pompei, dove è tradizione consolidata, il giorno del martedì grasso, portare i bambini nelle loro variopinte mascherine sul piazzale antistante la facciata del Santuario della Madonna del Rosario.

Non insorge alcuna polemica riguardo al permesso di utilizzo, per la colorata kermesse, del sagrato della Cattedrale. Tutto ok tra la direzione della Chiesa e il ceto laico locale perché, nell’insegnamento del Beato Bartolo Longo, i bambini, nella loro semplice allegria, sono sempre i benvenuti dentro e fuori la Chiesa di Pompei.

E così succede “magicamente” che una festa che trova fondamento nella più sviscerata tradizione pagana cambia i connotati grazie all’ingenuo mascheramento dei bambini nelle più variopinte figure del loro immaginario, ma anche dei loro genitori che approfittano di una mattinata di sana spensieratezza.

L’unica "arma" consentita nell’occasione è la “bomba a mano di coriandoli” da scagliare contro l’avversario di turno.

Successivamente tutti a casa, davanti al rito della lasagna. E’ anche con queste ricorrenze che si cementa l’antico istituto della famiglia. La Chiesa locale lo sa e ne valorizza il merito sociale.