A cura di Mario Cardone

Anche se da qualche settimana stanno aumentando i posti di blocco agli incroci stradali e nei punti nevralgici ed i fermi preventivi di automobili sulle strade di Pompei, l’incremento di atti di delinquenza (furti negli appartamenti e nei mezzi di locomozione, scippi e borseggi e atti di vandalismo) è un dato statisticamente rilevante sul territorio vesuviano. Se ne ha la percezione nel sentire i discorsi della gente che ogni giorno riporta un nuovo episodio di furto in un negozio o in un’abitazione privata, anche prima che siano rese note le statistiche redatte dalle forze di Polizia che tra l’altro non riproducono nella sua totalità il dato dei crimini minori commessi sul territorio di Pompei, per il semplice motivo che molto spesso le vittime preferiscono non denunciare.

A Pompei però c’è un problema che non hanno molti Comuni: l’insufficienza di dotazione del fondo integrativo del personale che non serve esclusivamente ad assicurare un servizio esteso ai festivi e alle ore serali della Polizia Municipale con un turno di lavoro articolato per gruppi ma garantiva anche il compenso della reperibilità vale a dire, per esempio, il compenso per l’operaio del Comune chiamato a mettere in sicurezza una buca stradale profonda.

Una situazione, fanno presente gli operatori statali della sicurezza (carabinieri e poliziotti) che determina la distrazione di uomini e mezzi verso l’adempimento di compiti che normalmente sono svolti dalla Polizia Municipale.

Recentemente la cronaca ha riportato l’episodio di un palo pericolante nei pressi del cimitero. Ebbene in quel caso, come in altri dello stesso tipo, l'auto di servizio dei carabinieri ha dovuto fermarsi per assicurare sicurezza alla viabilità mentre (se non impegnata in quel compito e in quel posto, avrebbe potuto svolgere attività di prevenzione (o repressione) di episodi (purtroppo ricorrenti) di delinquenza comune.