A cura di Mario Cardone

E’ stata resa nota una lettera con cui il sindaco di Pompei Pietro Amitrano  "bacchetta" l’Arcivescovo Tommaso Caputo riguardo ai ringraziamenti dal palco della Supplica dell’8 maggio scorso, che non hanno menzionato il Corpo dei vigili urbani tra gli operatori di polizia e volontariato impegnati nel servizio d’ordine della cerimonia, nominando invece tutti gli intervenuti all’evento religioso senza fare il minimo cenno alla Polizia Locale. “Gli uomini e le donne della Polizia Municipale di Pompei non solo andavano ringraziati ma dovevano essere i primi”.

Scatta in un moto di orgoglio civico Amitrano, spiegando che i caschi bianchi hanno fatto il loro dovere “dopo mesi di mortificazioni personali ed economiche, partecipando in massa alla sentita manifestazione religiosa, interrompendo per l’occasione ogni protesta sindacale”.

Tutto giusto ma al riguardo va solo precisato che non risulta (diversamente da quando riferito nella nota) che rispetto all’oscura vicenda dell’insufficienza del fondo complementare (di cui a tutti i livelli nessuno si è interessato, tranne l’interrogazione parlamentare in corso a firma M5S) ci sia stata alcuna manifestazione di protesta sindacale, dal momento che non è stato fatto neanche un minuto di sciopero nel corso della vertenza che non è ancora conclusa.

Semplicemente è capitato in alcuni casi che, non ricorrendo più in busta paga l’erogazione dell’indennità di turno, alcuni vigli urbani abbiano rifiutato (come è loro diritto) la proposta di prestare servizio in particolari giornate festive in cui è umanamente preferibile restare in famiglia.

Si è parlato tanto diffusamente di sciopero che finanche i telegiornali hanno utilizzato questo termine mentre ad onor del vero i vigili urbani di Pompei si erano già da tempo resi disponibili a prestare servizio nel giorno della Supplica mentre solo all’ultimo momento è arrivato il dispositivo formale del Comando che lo rendeva operativo perché finalmente il Palazzo aveva sciolto ogni riserva a riguardo.

Ancora un ennesimo difetto di cattiva comunicazione ha determinato un disguido nelle relazioni tra Chiesa e Comune che la buona volontà, unita alla professionale conoscenza dei problemi, avrebbe potuto evitare.

In risposta, l'Alto Prelato ha risposto con una missiva indirizzata al primo cittadino, che di seguito pubblichiamo.

“Egregio Signor Sindaco,

ho ricevuto la sua pregiata comunicazione relativa ad un mancato esplicito ringraziamento al Corpo della Polizia Locale in occasione della celebrazione della Supplica alla Beata Vergine del Rosario.

Mi sento di esprimere, innanzitutto, rincrescimento per quanto mi riferisce, che potrebbe essere considerato come la sola nota fuori registro di una giornata di fede e di devozione, sottolineata da una larga partecipazione di folla.

La Sua lettera mi ha spinto a rendermi conto di persona del fatto in questione.

Ciò che mi sento anzitutto di dirLe, è che, dalla ricostruzione degli eventi, non è emersa alcuna volontà discriminatoria.

Come ho potuto verificare, i ringraziamenti pronunciati dal palco, erano parte di un testo più generale comprendente anche una serie di avvisi liturgici e di notizie sulla celebrazione. In maniera specifica, nella lista delle “espressioni di gratitudine” la prima citazione riguardava “Le Forze dell’Ordine che vegliano sulla nostra sicurezza e si prodigano affinché la Supplica possa svolgersi nel migliore dei modi”. Mi è stato assicurato che anche in precedenti celebrazioni della Supplica è stato utilizzato lo stesso testo, come forma di ringraziamento complessivo per tutti gli organismi impegnati nell’ordine pubblico (Polizia Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato).

Ciò premesso, ben comprendo i suoi sentimenti nei riguardi dell’esemplare comportamento della Polizia Locale, in occasione della Supplica, con la sospensione delle agitazioni. Sono ben noti gli sforzi dell’Amministrazione Comunale per comporre una annosa vertenza relativa alla condizione dello stesso Corpo di Polizia.

Posso assicurare che la Prelatura è consapevole, oltre che della professionalità, dell’importante e prezioso ruolo che la Polizia Locale è chiamata a svolgere al servizio dei cittadini e pellegrini. Nella circostanza, l’interruzione dell’agitazione sindacale è stata un segno evidente della devozione alla Vergine del Rosario e, in senso più generale, della dedizione alla Città. L’auspicio è che presto il servizio venga riassunto in modo permanente ed efficace a beneficio della collettività.

Nel confermare la mia sincera stima, unitamente a quella del Santuario, per tutto il Corpo della Polizia Locale, rinnovo a lei, signor Sindaco, i più cordiali saluti”.