A cura di Mario Cardone

Prosegue e cresce giorno per giorno a Pompei la protesta popolare guidata dal comitato “no sottopassi”. Domenica scorsa, i promotori hanno raccolto le firme per una petizione rivolta all’Amministrazione comunale del sindaco Amitrano, che al momento appare frastornato e confuso rispetto alla dura protesta popolare, espressa nel corso del consiglio comunale di ieri, quando la minoranza ha approfittato del momento propizio per assumere il protagonismo (fino ad oggi mancato) nel cercare di “guidare la piazza” rispetto ad una forma di malcontento che sta assumendo il profilo di vera e propria rivolta popolare.

L'obiettivo è contrastare il progetto di variante urbanistica proposto, considerato da molti uno “scippo” ai danni del futuro di Pompei, senza parlare del "tradimento" perpetrato nei confronti del dettato Unesco riguardo la valorizzazione della buffer zone, che assume valenza esclusivamente se privilegia (in forma adeguata) l’eliminazione di ostacoli alla circolazione intorno al perimetro delle mura della Città Antica.

Viabilità e parcheggi sono la ricetta per potenziare il turismo archeologico in Campania e l’attrazione che esso esercita sul turismo culturale internazionale (con 3 milioni e mezzo di visitatori l’anno a Pompei). Tutto ciò merita la massima attenzione da parte del ceto dirigente che invece sembra “distratto” da calcoli politici,

A Pompei il consiglio comunale di ieri (lunedì 20 maggio) ha messo in evidenza lo scollegamento tra amministrazione comunale e corpo elettorale che ha protestato con validi argomenti a Palazzo de Fusco. La minoranza ne ha naturalmente approfittato per mettere in difficoltà una maggioranza evidentemente divisa. Quest'ultima ha incontrato nella convocazione del convegno informativo EAV, un utile espediente per procrastinare la soluzione della problematica politica interna alla sua stessa compagine, divisa tra l’ala del Partito Democratico legata alla disciplina interna (per quello che rimane) ed ai segnali che arrivano da Boscoreale e da Napoli (o per meglio dire da Salerno).

La minoranza in consiglio comunale, dopo il dibattito sul progetto EAV, ha abbandonato l’aula lasciando la maggioranza a votarsi in solitudine la delibera su consuntivo e debiti fuori bilancio.

Problemi di non minore portata attraversano lo stesso comitato “no sottopassi”, impegnato nel difendere la sua autonomia rispetto alla politica dei partiti (specialmente quelli di destra) che stanno cercando visibilmente di cavalcare la protesta nell’attesa di benefici elettorali presenti e prospettici.

Non è un mistero che circolano già nomi di candidati a sindaco per una campagna elettorale amministrativa che dovrebbe avvenire tra 3 anni, stando alla scadenza naturale del mandato di Amitrano.

Al contrario, evidentemente c’è chi sta pensando a forgiare (nella protesta) l’arma che sarà utile al karakiri del primo cittadino in carica, che già non dimostra essere dotato di grande vitalità.