A cura di Mario Cardone

Ci provano un po' tutti a mettere i bastoni tra le ruote della macchina amministrativa pompeiana al fine di fermare la diaspora degli anziani dalla Casa di Riposo “Carmine Borrelli” di Pompei, dal momento che a causa dell’instabilità della palazzina che li ospita, attestata da una perizia tecnica commissionata dall’Amministrazione comunale, devono lasciare l’ospizio entro il 15 di questo mese come recita un decreto sindacale.

Prima la maggioranza si è rivolta alla Prefettura di Napoli. Successivamente una conferenza stampa del duo Del Regno – Coccoli ha annunciato la denuncia alla magistratura oplontina del progetto urbanistico dell’Ente Autonomo Volturno che coinvolge (direttamente o indirettamente) anche la Casa di Riposo: è previsto infatti che la cappella mortuaria deve passare dal lato destro a quello sinistro dell’Ospizio per far spazio alla striscia iniziale di una nuova strada che raddoppia via Lepanto.

Ora in extremis è stato preparato un ricorso al TAR per scongiurare la chiusura dell'Ospizio per motivi di sicurezza, cosa che se avvenisse comporterebbe la ricollocazione degli anziani in altre strutture del territorio. Insomma una serie di espedienti per fermare i lavori pubblici regionali di trasformazione urbanistica e scongiurare il trasferimento degli ospiti della Casa, nata da un lascito ereditario.

Per farla breve, molti non danno credito al sindaco Amitrano e alla sua maggioranza che hanno assicurato la volontà di non arrecare danni agli anziani accolti nella Casa di Riposo, attualmente gestita dalla società comunale “Aspide” che ha dissipato il lascito ereditario e i soldi dei contribuenti, accumulando debiti che ammontano secondo le stime ad un milione di euro. Ci sono poi politici di terza fila (quelli di seconda fila sono al governo di Pompei) che stanno cogliendo l’occasione per conquistare qualche briciola di visibilità fiutando la possibilità di elezioni amministrative anticipate.