A cura di Mario Cardone

La musica allieta l’animo e attenua la malinconia. Hanno fatto bene i volontari dei due comitati a sostegno della Casa Borrelli ad organizzare una serata con musica per i suoi ospiti. Se non altro da questa brutta vicenda gli anziani traggono il beneficio di qualche ora di spensieratezza e in compagnia di persone che li vogliono bene e che stanno mettendo in gioco faccia e reputazione per aiutarli.

Le cose nella vita non sono sempre bianche o nere. Il mondo non si divide in buoni e cattivi. Una delle conseguenze è che gli ospiti della Casa di Riposo “Carmine Borrelli” si trovavano inconsapevolmente ad essere protagonisti di un esodo che appare indispensabile in una vicenda a varie tinte e stranamente collegata ad un progetto di trasformazione urbanistica di Pompei. In questo quadro il dramma umano della solitudine si alterna alla sceneggiata napoletana (anzi pompeiana), tra proclami e gaffe che vedono protagonisti politici di terz’ordine e professionisti ben pagati che commettono errori grossolani a scapito della comunità. Alla fine si ricomincia punto e daccapo. Tanto paga Pantalone. Vicende che viaggiano tra la demenza e l’imbecillità nella quale  è difficile distinguere i vincitori dai vinti.

Alla fine le uniche vere vittime di tutta la vicenda sono gli ospiti anziani della Casa di riposo Borrelli che finalmente, grazie all’iniziativa di pompeiani di buona volontà (fortunatamente ce ne sono anche di quella natura) hanno avuto ieri, lunedì 12agosto,  qualche ora di serenità grazie alla bella musica del maestro violinista  Luciano Barbieri e di Sergio Ravotti, che é praticamente di casa insieme a tanti altri amici solidali.

Intanto, si attende il responso del Tar del 12 settembre, ma in ogni caso, va detto per onestà intellettuale, il sindaco Amitrano e compagni hanno sempre affermato di aver intenzione di liquidare l’Aspide facendo rinascere la casa di Riposo Carmine Borrelli.