A cura di Mario Cardone

Una maschera di Sileno dalla faccia di vecchio con la anziano calvo e dagli occhi stralunati campeggia sulla pagina Face Book del Parco Archeologico di Pompei. Si tratta del particolare di un quadro del ciclo di affreschi del triclinio raffigurante i riti misterici dai quali prende nome la villa sita sulla cima dell’Antica Pompei sul versante di Porta Marina. Parliamo di una delle domus più celebri, affascinanti e visitate del Parco Archeologico di Pompei.

La megalografia realizzata in secondo stile pompeiano, ricopre le quattro pareti della sala che probabilmente era originariamente un’alcova nuziale, e che fu in una ristrutturazione successiva trasformata in un triclinio invernale. L’opera realizzata da un artista anonimo raffigura un evento che non ha riscontro nella cultura greca. E’ composta ventinove personaggi di dimensioni quasi naturali. Sembrano ritagliati e incollati al muro al fine di ricavarne un enorme collage dall’atmosfera metafisica.

La tecnica di disporre le scene del racconto misterico su un podio decorato a finto marmo crea un effetto di trompe-l’oeil lungo la parte inferiore delle pareti che sopperisce alla mancanza di prospettiva. La rappresentazione pittorica descrive probabilmente un rito legato a Dioniso in cui i Sileni (personaggi della rappresentazione e raffiguranti della maschera) danno forza al suo drammatico realismo.