A cura di Mario Cardone

Variante urbanistica relativa al progetto di compatibilizzazione della linea ferroviaria dell’Ente Autonomo Volturno: è passata a maggioranza oggi nel consiglio comunale di Pompei tra le proteste dei comitati “no sottopassi”. Brutto neologismo che si riferisce alla soluzione del problema di traffico generato da 4 passaggi a livello nell’area nord.

 Il dibattito ha evidenziato due opposti punti di vista. Il consigliere comunale della Lega Alfonso Conforti,  e dopo di lui Alberto Robetti di Forza Italia (entrambi di minoranza), hanno spiegato che la sospensione della realizzazione dei sottopassi (massimo 18 mesi), nell’attesa della metropolitana leggera sulla tratta ferroviaria Pompei-Scafati-Poggiomarino-Sarno, rappresenta un espediente dettato dalla mala fede per insistere sul progetto originario (con i sottopassi), considerato che il sistema dei lavori pubblici a blocchi a partire da gennaio 2020 prevede in primis  la ristrutturazione della Palazzina Borrelli per un tempo necessario utile esclusivamente a superare l’ostacolo e proseguire col vecchio progetto.

Sul versante opposto il consigliere comunale di lista civica Giuseppe La Marca, della maggioranza, ha spiegato gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale per indurre l’Ente Autonomo Volturno alla realizzazione di un progetto condiviso dalla maggioranza dei pompeiani. Difatti, secondo La Marca  non sarebbe più realizzato il sottopasso pedonale Santuario e sarebbe sospesa la costruzione di quello carrabile e pedonale di via Parroco Federico, e non realizzato quello pedonale di via Crapolla II. Si partirebbe con i lavori da “Casa Borrelli” con la costruzione di una nuova cappella sul lato opposto. Sarebbe riqualificata via Nolana e costruito un parcheggio multipiano in via Fucci. L’area che la Delegazione Pontificia cederà all’Eav per la costruzione di una cappella, ad intervento ultimato, passerà al Comune. E’ previsto inoltre l’allargamento del passaggio a raso pedonale di via Nolana per le emergenze.

La Marca ha assicurato che nella definizione del progetto Eav è stato tenuto conto delle conclusioni degli incontri con i Comitati dei pompeiani contrari ai sottopassi, dal momento che è emerso che il collegamento tra nord e sud della città mediante i sottopassi non è ritenuto un sistema sicuro. Alla fine si punterebbe a  riqualificare l’area nord di Pompei con nuova viabilità, arredi urbani, pista ciclabile, sistemazione delle fognature e accesso diretto alla stazione di Pompei Santuario che sarebbe anch’essa riqualificata.

Alla fine il discrimine tra maggioranza e opposizione riguarda la fattibilità di rimodulare il trasporto ferroviario tra Pompei-Poggiomarino-Sarno. La minoranza, con Conforti e compagni, sostiene che la sospensione, con l’alibi della realizzazione  della metropolitana leggera tra i tre Comuni, è solo un espediente per proseguire con il progetto urbanistico originario, mentre La Marca e compagni assicurano di aver trovato, con il progetto di metropolitana leggera, una soluzione che va incontro alle esigenze della maggior parte dei pompeiani, perché sarebbe eliminata la pericolosità dei sottopassi e migliorata la circolazione stradale ricongiungendo due pezzi della città divisi da anni dai passaggi a livello.