A cura di Mario Cardone

Giace nel cassetto del sindaco Pietro Amitrano il progetto urbanistico che prevede il recupero della seconda traversa di via Carlo Alberto, in pieno centro storico di Pompei. Comporterebbe la bonifica di un’area degradata di proprietà privata.

Parliamo di un triangolo colmo di erbacce (esteso poco più di 50 metri quadrati) di proprietà privata che nelle nottate dei weekend si trasforma in uno dei tanti teatri della movida di Pompei, che produce atti di vandalismo senza parlare della violenza immotivata dello stupido bullismo che da un po' di tempo sta producendo vittime sempre più numerose tra i ragazzi (pompeiani e non) che il venerdì e il sabato sera affollano i localini in prossimità di quell’area fuori controllo.

Un progetto, preparato dal consigliere di maggioranza Bartolo Martire, prevede di trasformare quel fondo, teatro d’inciviltà giovanile, in uno spazio culturale della memoria locale, dedicato ad una giovane donna pompeiana vittima dell’alluvione di Sarno del 5 maggio 1998. Il progetto, sebbene condiviso da molti in maggioranza, è rimasto fermo nel cassetto del sindaco, presumibilmente a causa dell’arcinota lentezza dell’amministrazione comunale (basta ricordare il campo di calcio fermo da diversi anni e lo scempio di Piazza Schettino); ora sarebbe bene realizzarlo per creare un piccolo polmone di verde con giostrine in pieno centro.

Trattandosi di spazio di proprietà privata pare che il proprietario sia disponibile a donarlo al Comune di Pompei. Positiva intenzione e si ribadisce che sarebbe bene portare avanti il progetto. Nello stesso tempo va evidenzatoche non basta semplicemente chiarire di voler donare una proprietà al Comune per liberarsi della responsabilità che comporta la proprietà privata, ossia quelladi vigilare costantemente che essa non si trasformi in uno spazio di pericolo ambientale e sociale.