A cura di Mario Cardone

L’incredibile storia dell’Antica Pompei tiene sempre banco nell’immaginario collettivo ed attrae file incredibili di visitatori in occasione delle iniziative culturali che si abbinano ad essa nella presentazione combinata di reperti vesuviani e quelli ellenici. Così è stato con il grande successo della raffinata mostra di Vanity, che ha messo in vetrina gioielli delle Cicladi e di Pompei fino al 4 agosto 2019, presso il portico ovest della Palestra Grande degli Scavi di Pompei.

In essa, monili dell’area cicladica e pompeiana sono stati messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà. Ora, la stessa felice intuizione che consiste nell’attivare la magnetica attrazione che muove il nome di Pompei, è stata riproposta per la nuova mostra allestita nelle Scuderie del Quirinale di Roma, con il confronto inedito fra i siti di Akrotiri, nella bellissima isola di Santorini, e Pompei. Entrambi i centri antichi sono stati distrutti da una immane catastrofe naturale che però li ha conservati come nessun altro insediamento antico.

Preziosi reperti serviranno per introdurre i visitatori su due tragedie parallele nella sventura come nella grandezza della memoria. Più di 300 oggetti di varia natura e valore ripercorrono un lungo arco di tempo. La loro esposizione consente di verificare quanto il passato sia ancora presente nel contemporaneo. Interessante il raffronto che nasce tra due diverse identità culturali: Akrotiri, sull’isola greca, e Pompei, città distrutte da eruzioni simili, ma con 1.700 anni di distanza l’una dall’altra. Entrambe hanno fatto riemergere edifici, affreschi, oggetti e utensili di varia natura perfettamente conservati. La riscoperta delle due città sepolte, inoltre, ha dato spunto all’immaginario artistico per creare opere di diversa portata e natura.