A cura di Mario Cardone

Martedì 29 ottobre, alle ore 19, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la guida vini 2020 della rivista Gambero Rosso assegnerà al "Pompeii bianco 2018" di Bosco de’ Medici il prestigioso riconoscimento dei "tre bicchieri", che rappresenta l’apice di valutazione della commissione di esperti nell’attestazione di merito ai migliori vini nazionali di ogni singola annata.

In questo contesto i vini 2018 che hanno ricevuto il riconoscimento dei "tre bicchieri" sono ventitre in Campania. Tra essi il Pompeii bianco rappresenta l’unica etichetta vesuviana sul podio delle eccellenze vinicole tricolori.

E’ oltremodo significativo che ciò avvenga nel contesto del museo borbonico napoletano creato per mettere in vetrina agli occhi del mondo intero la grandezza storica di Pompeii nel mediterraneo antico insieme ai reperti di grande valore artistico e culturale a base dell’attuale grandezza archeologica. Parliamo di un prestigio di valore universale che è frutto di una serie di primati commerciali perché Pompeii è conosciuta come città di pace. Tra essi figura la rinomanza del commercio del vino prodotto sul territorio vesuviano che oggi è assunta dall’etichetta “Pompeii” per un prodotto di alta qualità e dal gusto raffinato, frutto dell’impegno costante della famiglia Palomba (alla terza generazione di imprenditori pompeiani che hanno colto risultati significativi grazie anche al valore di un terroir eccezionale e la collaborazione professionale di operatori di alto livello sia in vigna che in cantina.

La manifestazione di martedì 29 al Mann sarà anticipata da una similare manifestazione fissata per domenica 27 ottobre presso l’hotel Sheraton di Roma e da una seconda di lunedì 28 ottobre presso Palazzo Copernico Garibaldi di Torino. L’anno 2018 pur nella variabilità di clima delle stagioni invernale e primaverile ha avvantaggiato l’area vesuviana risparmiandole la grandinata di maggio. Importante per lo sviluppo fenologico delle viti l’alta pressione costante dell’ultima decade di luglio mentre il raccolto ritardato è stato dovuto all’instabilità del mese di agosto. Il traguardo dei tre bicchieri all’etichetta Pompeii bianca è figlia del riconoscimento arrivato dopo anni al vitigno autoctono Caprettone che a partire dal 20 ottobre 2014 è entrato a far parte del registro nazionale delle varietà d’uva, affermando finalmente l’autonomia rispetto al Coda di Volpe con cui è stato finora confuso. Nell’etimologia del termine Caprettone deve aver influito la forma del grappolo che ricorda la barba di capra.

Le prime attestazioni su questo vitigno risalgono agli albori dell’800 in cui si riportava che il Caprettone proveniva dalla località “Cappuccini” a Torre del Greco. E’ un vitigno che esprime fioriture precoci ed epoche di maturazione tardiva nell’ambito delle bacche bianche. La scheda tecnica del Pompeii bianco 2018 di tipologia Pompeiano Igt bianco con Uvaggio Caprettone 100 % prodotto presso la Vigna La Rotonda di Terzigno a: 250 - 350 m S.L.M, caratterizzata da suolo sabbioso – vulcanico ad esposizione s/o. Sistema di allevamento Guyot – Spalliera e resa di 70 quintali per ettaro. La vendemmia viene effettuata con raccolta manuale nella seconda settimana dopo la selezione delle uve più idonee. La vinificazione viene realizzata con la pressatura lieve di uve intere mentre la fermentazione e macerazione (21gg. con raspi) del 30% della massa in anfore di terracotta dell’Impruneta. L’affinamento del 70% della massa avviene 8 mesi in silos d’acciaio a temperatura controllata. Il 30% della massa affina 4 mesi in anfora e successivi 4 mesi in silos d’acciaio a temperatura controllata. Dopo l’assemblaggio, segue periodo di altri 2 mesi di affinamento in bottiglia. Alcolometria 13%, Si serve a 10 – 12 °C di temperatura. Riguardo alla degustazione parliamo di un vino che al naso offre sentori di frutta e flora vesuviana. Equilibrata la vena alcolica con il comparto acido/sapido. Si consiglia di degustarlo abbinato a formaggi freschi e di media stagionatura. Ottimo con un risotto al profumo di mare o con asparagi e funghi. Buono anche con una tradizionale zuppa di legumi.