A cura di Mario Cardone

La vendemmia nel Parco Archeologico di Pompei è diventata una tradizione attesa dal ceto culturale ma anche da ristoratori e albergatori. In poche parole tutto il mondo del food che guardano al vino di Pompei come un punto di riferimento che interessa il mondo intero.

Mercoledì 30 ottobre nei vigneti dell’area archeologica di Pompei si procederà al tradizionale taglio delle uve che rappresenta il primo step della produzione del vino "Villa dei Misteri" annata 2019. Presso il vigneto del Foro Boario il Direttore Generale Massimo Osanna e il Prof. Piero Mastroberardino celebreranno con la stampa la XX edizione della vendemmia. Sarà visitabile l’occasione sarà possibile vedere la cella vinaria sita alle spalle del vigneto e la ricostruzione in legno di un antico torchio per la premitura dell'uva. Nell'ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, l’Azienda Vinicola Mastroberardino, in convenzione con il Parco, si è negli anni presa cura delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, dando vita al pregiato vino “Villa dei Misteri”.

L’idea progettuale, nata nel 1994, si è estesa nel corso degli anni fino a raggiungere 15 aree a vigneto del Parco Archeologico (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei attraverso il gusto (un’esperienza di moda) a parte la valorizzazione del paesaggio e la difesta dell’ambiente. Quest’anno gli appassionati di vino potranno degustare il Villa dei Misteri Annata 2012, frutto dell’uvaggio storico di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. L’Aglianico è inserito in blend a partire dalla vendemmia 2011 perché dal 2007 è stato ampliato il progetto con nuove aree destinate a vigneto (prediligendo il vitigno Aglianico - una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità e adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento).

L’allevamento prescelto è stato l’alberello che abbina alle necessità del microclima di Pompei e del vitigno Aglianico di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura della stessa origine. I livelli qualitativi conseguiti sul Villa dei Misteri sono molto elevati e si percepisce rispetto al 2011 il valore aggiuntivo dell'Aglianico con una discreta concentrazione, intensità aromatica la valorizzazione di un vellutato patrimonio di tannini. Il Villa dei Misteri del millesimo 2012, dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profilo olfattivo complesso con note di frutti rossi (prugna, marasca, mora, tabacco, liquirizia, vaniglia e erbe officinali oltre a pepe e chiodi di garofano). Al palato si caratterizza per la notevole densità e discreta persistenza con sensazioni sapide, acide e allo stesso tempo morbide molto decise. In un equilibrio sensoriale che non ne altera la finezza.