A cura di Mario Cardone

Le analisi biologiche sui fondi dei contenitori stanno arricchendo le notizie sul mondo del vino, a partire dalle erbe aromatiche in esso contenute (come dimostrato negli scavi del Fondo Iozzino). Inoltre, con l’analisi del dna si stanno individuando i vitigni coltivati nell’Antica Pompei.

Il brindisi tradizionale al Foro Boario, in occasione della vendemmia, ha previsto la degustazione del Villa di Misteri 2012, frutto dell’uvaggio storico di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. L’aglianico rientra per la prima volta nel blend dalla vendemmia del 2011 (Aglianico 40% circa, Piedirosso 40% e Sciascinoso 20%).

 La vendemmia nel Parco Archeologico di Pompei è una tradizione seguita dal ceto culturale locale insieme a ristoratori e albergatori. In conclusione il mondo del food guarda al vino di Pompei come un punto di riferimento mondiale della cultura del vino. 

Nella splendida giornata di sole di mercoledì 30 ottobre si è tenuto il tradizionale taglio delle uve nelle vigne pompeiane, che rappresenta il primo step di produzione del vino "Villa dei Misteri" annata 2019 caratterizzata da un inverno mite e poco piovoso. I 15 giorni di freddo di marzo hanno contribuito a sostenere la fase fenologica. Il freddo di maggio ha rallentato la fase vegetativa insieme alle fasi patogene della vite. I mesi caldi e soleggiati di giugno e luglio (a parte la perturbazione atlantica con l’abbassamento di temperature di fine luglio ) e la ripresa del bel tempo nel mese di agosto durato fino alla vendemmia hanno contribuito a migliore la qualità dell’uva.

Presso il vigneto del Foro Boario gli operatori dell’informazione sono stati accolti dal direttore generale  Massimo Osanna e dal professore  Piero Mastroberardino per celebrare  la XX Edizione della vendemmia con l’apertura straordinaria della cella vinaria, alle spalle del vigneto, ed esibizione di un antico torchio in legno per la premitura dell'uva, ricostruito fedelmente.

Nell'ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, l’Azienda Vinicola Mastroberardino, in convenzione con il Parco, ha curato le ricerche preliminari dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, dando vita al pregiato “Villa dei Misteri”. L’idea progettuale, nata nel 1994, si è estesa nel corso degli anni fino a raggiungere 15 aree a vigneto del Parco Archeologico (come Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei nel mondo con la sua degustazione (un’esperienza di moda alla base del turismo del vino) a parte la valorizzazione del paesaggio e la difesa dell’ambiente. L’Aglianico fa parte del blend a partire dalla vendemmia 2011. Dal 2007 è stato ampliata l’area a vigneto del Parco con ampliamento della quota dedicata al vitigno Aglianico, che secondo Osanna e Mastroberardino rappresenta varietà importante della viticoltura dell’Antichità che oggigiorno si presta alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. L’allevamento realizzato è l’alberello più adatto al microclima di Pompei e al vitigno Aglianico (“Vitis Hellenica”) a cui consegue la tipica potatura di origine greca. I livelli qualitativi conseguiti sul Villa dei Misteri sono molto elevati e si percepisce rispetto al 2011 il valore aggiuntivo dell'Aglianico con una discreta concentrazione, intensità aromatica e valorizzazione del vellutato patrimonio di tannini. Il Villa dei Misteri del millesimo 2012, dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profilo olfattivo complesso con note di frutti rossi (prugna, marasca, mora, tabacco, liquirizia, vaniglia e erbe officinali oltre a pepe e chiodi di garofano). Al palato si caratterizza per la notevole densità e discreta persistenza con sensazioni sapide, acide e allo stesso tempo morbide molto decise. In un equilibrio sensoriale che non ne altera la finezza.