A cura di Mario Cardone

Dopo le “riservate” e i comunicati nebulosi degli ultimi giorni che si sono scambiati il sindaco e parte della sua maggioranza in cui il personaggio che è uscito meglio, sul piano dell’immagine, è stato il sindaco Amitrano che (si può condividere o meno) ha assunto una posizione istituzionalmente corretta nel difendere l’autonomia della segretaria generale e dei dirigenti comunali. Anche se (bisogna aggiungere) non è ammissibile che nel Comune di Pompei, paralizzato e praticamente al collasso operativo per svariati motivi, tutti indistintamente i dirigenti comunali percepiscano il premio di produzione al massimo livello.

Detto questo, è ritornata la tranquillità apparente perché il fuoco continua ad alimentarsi sotto la cenere. In poche parole si aspetta una verifica nei comportamenti fino a febbraio, quando la maggioranza è ancora in tempo a sfiduciare il sindaco con il collaudato sistema delle dimissioni di massa dei consiglieri comunali al fine per andare alle nuove elezioni amministrative nella stessa data fissata per le regionali nella tarda primavera del 2020. Nel frattempo si sono avuti incontri di chiarimento (più o meno ufficiali) a vari livelli.

Prima il sindaco si era incontrato con i dirigenti poi ha incontrato la sua maggioranza. Successivamente i ras della maggioranza hanno incontrato insieme o separatamente i dirigenti. Alla fine tutto è finito a tarallucci e vino anche se, come è stato detto, sono stati concordati equilibri provvisori che saranno confermati alla verifica dei risultati delle iniziative in corso. Esse riguardano in primis i lavori pubblici e la trasformazione urbanistica di Pompei. Prima di febbraio si tireranno le somme. Se non altro Amitrano potrà mangiare in santa pace (non importa se a Salerno o a Pompei) un altro panettone e magari anche gli struffoli di Capodanno.