A cura di Mario Cardone

Ci siamo. Le armi sono state ben affilate. Si tratta (e non è poco) di raggiungere il numero minimo necessario (che è di 8 consiglieri comunali) per licenziare il sindaco Amitrano prima della scadenza del suo mandato. Attualmente vivono da separati in casa le due fazioni di maggioranza (pro o contro di lui).

Il segretario cittadino del PD di Pompei, Carmine Lo Sapio, ha fatto un buon lavoro politico ricompattando i quattro consiglieri del Partito Democratico perché uno di loro (Bartolo Martire) non fa parte della componente politica che si riconosce nel capogruppo regionale Mario Casillo.

Sommandosi alla minoranza (che conta quattro consiglieri comunali) i quattro consiglieri comunali Pd avrebbero i numeri sufficienti per portare a compimento l’operazione. Il problema è che in quella componente c’è almeno uno di loro (Amato La Mura) che gioca a far l’amico del giaguaro.

A questo punto dovrebbe svolgere un ruolo strategico e fondamentale la componente politica (formata da due consiglieri comunali) che fa capo alla lista civica Rinascita Pompei. Se i consiglieri Stefano De Martino e Vincenzo Vitiello, coordinati da Carmine Cirillo (anche se De Martino è un cane sciolto) aderiscono all’iniziativa di scioglimento del consiglio comunale, è cosa fatta.

Intanto, per la minoranza esce allo scoperto con una dichiarazione ufficiale che la dice lunga Alfonso Conforti. “Ci siamo presentati alle elezioni contro il sindaco Pietro Amitrano - ha spiegato Conforti -. Ne consegue che una eventuale iniziativa politica che porterebbe al ritorno alle urna avrebbe il nostro avallo”, conclude. Ma è risaputo che in queste contingenze si apre il "mercato delle vacche" per cui tutto in prospettiva diventa possibile e le sorprese non mancano mai.