A cura di Mario Cardone

E’ partito ufficialmente il concorso per designare la Capitale Italiana della Cultura 2021. Sono in tutto 44 le città candidate nel territorio nazionale.

Per la Campania si sono presentate Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida e Teggiano. Entro il 2 marzo i sindaci che hanno presentato domanda di presentazione dovranno presentare il dossier di candidatura. Tra questi non figura il sindaco di Pompei Pietro Amitrano a cui bisogna riconoscere, in questo caso, un equilibrato realismo perché se è vero che la Pompei Antica ha fatto rimbalzare in tutto il mondo notizie di ritrovamenti archeologici eccezionali per valore culturale e bellezza,  è altrettanto vero che il centro moderno per il suo oggettivo degrado urbanistico e per il basso livello dei servizi ne svilisce l’apprezzamento del valore complessivo non rendendolo presentabile in un concorso in cui il merito culturale deve valere per tutto il territorio.

Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, istituito con la legge Art Bonus nel 2014, è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato. Pertanto le città che hanno manifestato il proprio interesse dovranno presentare entro il 2 marzo i propri dossier di candidatura, che saranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama che selezioneranno di 10 progetti finalisti.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 sarà scelta sulla base di colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente il vincitore della selezione. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale Italiana della Cultura per il 2020.