A cura di Mario Cardone

“Non sono il dottor House. Il mio compito non è quello di staccare la spina al sindaco di Pompei Pietro Amitrano e alla sua Amministrazione”. Lo ha annunciato il segretario cittadino Carmine Lo Sapio in una recente intervista, sottolineando il peso politico del Partito Democratico a Pompei, minacciato dalla mancanza di confronto e, soprattutto, di comunicazione da parte dell'Amministrazione comunale.

“L’ufficio stampa al Comune di Pompei, per quanto mi riguarda, è come se non ci fosse”. Ha dichiarato con durezza il capo carismatico del Pd pompeiano - eletto da una maggioranza bulgara in una lista unitaria al recente congresso cittadino, nonostante le diverse sensibilità locali di vicinanza a tre consiglieri regionali in carica (presenti all’ultimo direttivo aperto a Pompei) - di cui non si è ancora capito se ne facciano parte o meno Pietro Amitrano e le persone che gli sono più vicine come il fratello Sergio.

Un passaggio importante da chiarire. In primis, perché se Amitrano è ancora parte della forza politica della sinistra pompeiana, i chiarimenti annunciati da Lo Sapio dovrebbero avvenire all’interno della medesimo partito e il segretario cittadino del Pd si dovrebbe sentire più responsabile di quanto lui stesso ammetta in questi giorni successivi al direttivo aperto alla città.

In termini di comunicazione, Lo Sapio ha fatto esplicitamente riferimento al flop del confronto tra l’amministrazione e i “comitati pompeiani no sottopassi” relativamente al progetto EAV, in parte modificato. Chiaramente le sue considerazioni a riguardo sono influenzate dalla vicinanza della campagna elettorale regionale e dalla preoccupazione di migliorare l’immagine del personaggio politico di riferimento personale che oggettivamente non è uscito molto bene da quella vicenda.