A cura di Mario Cardone

Si ritiene “condizione irrinunciabile per lo sviluppo dell’intera area a nord del sito archeologico” la riapertura ai flussi turistici provenienti dalle aree interne. Questo è motivo dell’annuncio per stamattina, martedì 21 gennaio, dell’importante incontro tra il sindaco di Pompei Pietro Amitrano (nella foto), il Direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna, e il consigliere regionale Mario Casillo del Pd, referente del Grande Progetto Pompei.

Si parlerà del progetto di riapertura di Porta Vesuvio, una delle sette porte di Pompei Antica, già proposta da tempo da diversi tavoli tecnici e politici come una soluzione che potrebbe migliorare l’assetto della «buffer zone». Il fatto è che l’ingresso dal Parco Archeologico, utilizzato esclusivamente per i mezzi di trasporto di materiale edile delle ditte che lavorano all’interno degli Scavi, per essere praticabile ha bisogno che sia ridisegnato il piano viario con un budget di notevole impegno dal momento che sarebbero necessari espropri e la costruzione di una rete viaria efficiente, in grado di sostenere l’impatto di mezzi turistici.

Come sempre si parlerà di soldi. Ne sarebbero necessari diverse decine di milioni per cui l’argomento preliminare è quella di reperire i finanziamenti che sarebbero graditi a parecchie forze politiche (di maggioranza e di opposizione) e naturalmente dal Presidente del  Comitato NaplEST et Pompei, costituito da 22 gruppi imprenditoriali operanti nel settore dello sviluppo immobiliare privato e portatori di progetti nell’area orientale di Napoli per l’equivalente di oltre 2 miliardi di euro di investimenti.

E’ chiaro che nelle intenzioni dei tre protagonisti c’è l’impegno a  rilanciare un’area degradata a nord-ovest di Pompei e al recupero definitivo di Civita Giuliana, che ha le carte in regola a diventare (con i dovuti investimenti) un Parco Culturale ricavato in un’oasi ambientale del distretto vesuviano.

 “La zona interessata – spiega il primo cittadino di Pompei - si sviluppa in continuità con la città archeologica, nella parte meridionale delle pendici del Vesuvio. Si tratta di un luogo che si presta a offrire ai turisti nuovi itinerari sorprendenti e suggestivi. Quindi un’occasione da non perdere”.

Al tavolo tecnico, previsto nelle prossime settimane, saranno invitati anche i vertici Eav, cui verrà chiesta la riapertura della storica stazioncina di Pompei Valle, attivata nel 1904 e soppressa agli inizi del 2000.