A cura di Mario Cardone

Sospensione idrica di lunedì 20 gennaio: l’Amministrazione comunale di Pompei, e più specificamente l’assessore Pio Manzo, con delega alla Protezione Civile, e il consigliere comunale di riferimento Mario Estatico, hanno chiesto alla società Gori di fornire una relazione al Comune sulle criticità del servizio che hanno causato più di un disagio ai pompeiani.

L’iniziativa è nata dopo il coro di proteste da parte delle famiglie e delle aziende sulla mancanza di tempestiva e capillare informazione che avrebbe consentito agli utenti di approviggionarsi in tempo utile una scorta di acqua  per fronteggiare l’emergenza.

L’usanza di far girare un’automobile per le strade della città, avvisando con un megafono l’utenza pompeiana (specialmente nelle periferie, perché i contadini non hanno tempo e preparazione per collegarsi ai social), veniva molto apprezzata perché in una emergenza idrica bisogna avvisare per tempo la popolazione sull’evoluzione dei lavori in essere, che possono avere risvolti imprevedibili rispetto ai quali bisogna quanto meno cautelarsi con una congrua provvista d’acqua. Senza parlare poi delle maggiori  esigenze informative che hanno le scuole, i ristoranti, gli alberghi, gli ospedali ed altre strutture (come la Casa di Riposo) in cui l’acqua è più necessaria che altrove.

Inutile dire che l’argomento ha aperto un dibattito propositivo, anche nella stessa maggioranza, teso ad organizzare meglio il servizio della Protezione Civile nelle prossime imprevedibili (e speriamo rare)  evenienze.