A cura di Mario Cardone

Il processo che si è tenuto al Tribunale di Torre Annunziata sullo scavo clandestino a Civita Giuliana ha messo in evidenza l’abnegazione dei carabinieri nel salvaguardare il patrimonio archeologico.

Nello stesso tempo, ha reso evidente il pericolo che esso corre perché oramai è generalmente risaputo  (purtroppo anche dai tombaroli) che non tutto ciò che per l’archeologia (e la storia) è di rilevante importanza è stato finora portato alla luce.

E’ il caso della pertinenza rustica della Villa (cosiddetta Imperiale) scavata l’anno scorso a Civita Giuliana per evitare il peggio. In essa, come è stato dimostrato nel corso del processo, hanno fatto danni i furti dei ladri di opere d’arte ma anche le stesse iniziative clandestine di saccheggio del sottosuolo, che hanno cancellato irreparabilmente tracce di storia.

Aree d’interesse archeologico  del tipo di quella di Civita Giuliana sono numerose nel comprensorio vesuviano attorno alla città di Pompei. Proprio in questi giorni, in riferimento all’identificazione del Teschio di Plinio, si è parlato dello scavo privato dell’ingegnere Gennaro Matrone (lo stesso che ha costruito la strada che da Boscoreale porta alla cima del Vesuvio). Impresa che fece arricchire l’imprenditore vesuviano con la vendita dei reperti antichi e di preziosi che rinvenne nel sottosuolo, ma lo portò anche ad abbandonare il suo progetto iniziale che era quello di scoprire l’approdo portuale dell’Antica Pompei scavando  nei pressi del canale Bottaro, la stessa località dove attualmente si trovano aziende commerciali come il Mercato dei Fiori e la Città della Scarpa.

Ora resta evidente il pericolo di scavi clandestini che corre quell’area mentre per contenerli sarebbe popportuno presidiarla con agenti di polizia. In futuro la soluzione per la sicurezza contro i saccheggi di aree di interesse archeologico potrebbe essere la video-sorveglianza. Nel frattempo si conta sulla collaborazione dei residenti locali per scongiurare possibili ed eventuali furti, invitandoli a denunciare alle forze dell'ordine ogni movimento sospetto nell'area.