A cura di Mario Cardone

Mentre qualche grosso imprenditore pompeiano, rimasto praticamente senza lavoro da quando hanno chiuso i cancelli gli Scavi archeologici di Pompei, e successivamente costretto alla chiusura totale a seguito del decreto governativo firmato ieri dal presidente del Consiglio Conte, si è organizzato approfittando della pausa per fare lavori di ristrutturazione e/o ampliamento degli edifici di accoglienza e/o ristorazione, gli altri (specialmente i più piccoli) si sono messi insieme e organizzati in chat per reperire notizie riguardo agli aiuti governativi (i moduli da riempire oltre alle consistenze, i modi i tempi e le interfacce per accedere agli aiuti economici stanziati dal Governo).

La democrazia vorrebbe che così come si è data la massima pubblicità alle chiusure degli esercizi pubblici contro il Coronavirus allo stesso modo venga data la massima pubblicità agli aiuti economici e specialmente alle “istruzioni per l’uso”.

La città di Pompei, come noto, vive di turismo ed ora, dopo  questa crisi sanitaria, di turismo potrebbe ammalarsi di un male inguaribile. Ne consegue che si attende, specialmente da parte dell’Ente Regione Campania, l’assistenza, anche materiale, ad accedere agli aiuti economici stabiliti dallo Stato a favore delle imprese turistiche e ristorative di tutte le dimensioni.