A cura di Mario Cardone

“Pompei non è Napoli - è questa la reazione immediata dei gestori delle pizzerie e dei ristoratori di Pompei all’ordinanza regionale che prevede la parziale riapertura solo per le consegne a domicilio -. Siamo organizzati per servire principalmente le comitive di visitatori che arrivano per gli Scavi archeologici e/o i pellegrini in visita di devozione al Santuario della Madonna del Rosario”.

E’ quello che affermano i ristoratori del centro storico di Pompei. Molti di loro anticipano che preferiscono restare alla finestra fino a quando non terminerà l’emergenza sanitaria perché i costi di gestione sono alti e gli incassi della consegna a domicilio (per la quale non sono organizzati) non basterebbero a coprirli.

Nel pomeriggio di giovedì 23 aprile si è tenuta una videoconferenza di “Difendiamo Pompei”, la rete dei ristoratori di via Sacra e delle altre tre o quattro strade dei localini tipici del cuore di Pompei moderna, che, insieme ai gestori di Bed & Breakfast, hanno selezionato una classe di giovani imprenditori pompeiani che hanno imparato a guardare lontano ma che non nascondono la loro incertezza sulla crisi economica innescata dalla pandemia da coronavirus.

“Apriremo ma senza convinzione - dichiara Giuseppe Gallo, ristoratore di lunga esperienza nel food,  che si è formato con la pizzeria “Alleria” alla scuola di Giuseppe Acciaio (G.M.A.) –. Siamo organizzati per il servizio ai tavoli della pizza e dei fritti (ma anche cucina saporita) a turisti e clienti vesuviani - spiega -. Abbiamo grossi problemi nel modificare un’attività che era stata bene avviata, tanto che stavamo per inaugurare un nuovo ristorante da affiancare alla storica pizzeria di via Sacra”.

La famiglia di Giuseppe Gallo ha il merito e l’apprezzamento sul territorio vesuviano di aver sostenuto il volontariato locale nella preparazione del pranzo di Pasqua per la Mensa dei Poveri di Torre Annunziata.

Se i gestori dei locali del centro di Pompei sono indecisi sull’apertura di lunedì prossimo, 27 aprile, le pizzerie dei quartieri della periferia di Pompei, dove è stata sempre adottata la massima “fare di necessità virtù”, sono pronte  alla ripartenza. “La consegna a domicilio la farà mia moglie con la sua automobile", ci informa Antonio Donnarumma, il "Maradona della Pizza di Pompei", personaggio folkloristico della pizzeria “Il Tramviere” al quadrivio del Ponte delle Figliole, tra Pompei, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. I clienti affezionati per assaporare la sua pizza attendevano il loro turno in fila ore intere. Ora la pizza la riceveranno a casa allo stesso prezzo. “Ci rimetto il costo del kit di protezione dal virus  e la benzina nell’auto per la consegna a domicilio. Però sono contento che finalmente si riparte”.

E’ la conclusione carica di speranza di un artigiano del cibo, abituato a dribblare alla Maradona gli ostacoli che la vita di volta in volta gli mette davanti.

(Nella foto, la famiglia Gallo)