A cura di Mario Cardone

Sulla proposta decollata in via di massima (ma ancora tutta da definire) nel corso di un recente incontro della rappresentanza pompeiana della Confesercenti e la delegazione dell’amministrazione pompeiana nell’era del Coronavirus, sotto gestione commissariale Santi Giuffré, stanno partendo le prime proposte su un dibattito che ci auguriamo aperto e trasparente che coinvolga tutte le forze vive e positive di Pompei, pecie le giovani generazioni che per loro stessa natura (e lo stanno dimostrando) spingono verso il cambiamento.

Se da un lato la senatrice La Mura ha dato il suo impulso ecologista, proponendo nello specifico la realizzazione di una pista ciclabile con segnaletica verticale, il giovane architetto pompeiano Alfonso Berritto (tesi di laurea su Le Corbusier che ha attinto a piene mani dall’Antica Pompei le sue concezioni urbanistiche e dei modi d’abitare) ha ragionato sugli spazi ridotti di molti bistrot, bar e pizzerie di Pompei che, se in altri tempi è stato un fattore di successo dal punto di vista dell’estetica e dei costi di gestione, oggi rappresenta un fattore di criticità.

“Oggi, con la condizioni di distanziamento sociale, tale caratteristica diventa un problema, e Pompei non è esente da questo. In una condizione del genere – argomenta Alfonso Berritto - il design ha il compito di intervenire con interventi strutturati negli spazi esterni per uno sviluppo urbanistico della città di Pompei. Città come Milano hanno invitato architetti a ridisegnare le strade in virtù del cambiamento di stile di vita indotto da questa pandemia – argomenta – allo stesso modo Pompei deve cogliere l’occasione per ridisegnare il proprio centro e le proprie periferie”.

Ancora una volta la proposta è quella (scusate se ci ripetiamo) di fare di necessità virtù. Così l’architetto Berritto popone  il centro cittadino di Pompei pedonalizzato e con ampi spazi per i tavolini; Piazza Immacolata trasformata con una grande vasca intorno alla statua della Madonna e alberi da ombreggiamento; ampi parcheggi sopra la linea della Ferrovia dello Stato; strade periferiche con ampie zone pedonali e piste ciclabili”.