A cura di Mario Cardone

Un incendio è divampato intorno alle ore 17,00 di lunedì 18 maggio sul cavalcavia Antonio Morese a Pompei, sulla rampa che lo collega con via Aldo Moro, ed ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco oltre alla Pubblica Sicurezza, i Carabinieri e la Polizia Municipale di Pompei.

A fuoco le erbacce (arrivate ad una certa altezza) ma le forze dell’ordine non hanno individuato i presunti responsabili. Intanto per tutto il quartiere di via Aldo Moro e le sue traverse l’aria è diventata irrespirabile. Quello di appiccare incendi abusivi è, purtroppo, un pessimo costume dei pompeiani per eliminare le erbacce che spesso contengono plastica ed altro materiale inquinante e pertanto nocivo alla salute. Lo stesso avviene frequentemente nelle campagne sempre riguardo all’eliminazione delle erbacce invasive.

Pare che sia un fenomeno che non si riesce a contrastare nonostante le lamentele dei residenti. Evidentemente non si è ancora formata a Pompei la stessa coscienza civile che abbiamo conosciuto in altri territori della Campania riguardo un costume (quello degli incendi illegali) fortemente nocivo per la salute.

Il fatto è che, diversamente dalla pandemia attuale del coronavirus, le morti arrivano più tardi e non sono direttamente collegabili ad un determinato modo di vivere. I tumori a Pompei sono in aumento, nell’area sud della città, sulle due rive del fiume Sarno quasi non esiste famiglia residente che non lamenti un caso del “male del secolo”. Per questo motivo è auspicabile un cambio radicale dei modi di vivere e della necessità di prevenire e reprimere da parte delle Istituzuoni.