A cura di Mario Cardone

«Nella proprietà di Giulia Felice, figlia di Spurio, si affitta un bagno caldo degno del tocco di Venere e per gente di riguardo; poi si affittano tabernae con alloggi sovrastanti, appartamenti al primo piano (cenacula), dalle idi di agosto (13 agosto) fino a quando ricorrerà la stessa data per la sesta volta, cioè per cinque anni consecutivi».

Si tratta della pubblicità commerciale che fu dipinta sull’ampia proprietà dell’Antica Pompei, affacciata su via dell’Abbondanza, dopo il suo restauro ed ampliamento conservativo, che fu realizzato dopo nel periodo successivo al 62 avanti Cristo, con evidente intenzione di mettere a profitto, con un investimento immobiliare, una vasta proprietà comprendente più case in un unico complesso nel verde accogliente, allestito con fontane e flussi d’acqua ristoratrice.

L’ideale per chi doveva soggiornare per affari per un periodo medio-lungo a Pompei. Non a caso viene definita spesso (per rendere l’idea) dalle guide turistiche un’iniziativa primordiale di bed e breakfast. Il “cartello pubblicitario” della Villa è attualmente conservato al Museo Nazionale di Napoli. In essa l'imprenditrice Giulia Felice promuoveva la bellezza del luogo e la locazione di parte della sua splendida “villa urbana”, che si può visitare in prossimità dell’anfiteatro di Pompei. Lo stesso vale  ancora adesso (comprovato dal gran numero di like sul social del Parco Archeologico di Pompei) per la fruizione di uno spazio archeologico che per la sua stessa concezione è anche uno spazio di salutare relax, consigliabile a per chi nella calura estiva vorrà trascorrere del tempo nella verde frescura di Giulia Felice, finemente arredata.