A cura di Mario Cardone

La bocciatura di Carmine Lo Sapio a candidato a sindaco della città di Pompei da parte del segretario provinciale del Partito democratico Marco Sarracino al momento è solo un’indiscrezione diffusa da qualche organo di stampa. Infatti ad oggi non risulta ancora pervenuta alcuna comunicazione ufficiale alla segreteria pompeiana del Pd, nella persona dello stesso Lo Sapio, eletto dal recente congresso all’unanimità.

A proposito del congresso, sarebbe lecito chiedersi come mai da allora gli organismi napoletani del partito di Nicola Zingaretti non hanno avuto nulla da ridire né sulla celebrazione veloce del congresso cittadino, né sul nome rappresentante del Partito che ne è uscito eletto, che tra l’altro ha notoriamente un consolidato rapporto di personale collaborazione col presidente del gruppo consiliare del PD. alla Regione Campania. Anche se una cosa sono le scelte interne al Partito altra cosa sono i requisiti di legge per accedere ad una carica pubblica.

Resta in ogni caso una considerazione fondamentale: appare alquanto inopportuno influire sul corso della partita quando l’arbitro ha già fischiato l’inizio. Oggettivamente la candidatura a sindaco di Carmine Lo Sapio non è ancora ufficiale, ed è ben nota a Pompei la sua abilità di “prestigiatore politico” nell’estrarre all’ultimo momento il coniglio dal cilindro. Giusto per ricordarlo ai lettori, l’ultimo “coniglio” è stato Luigi Gallo (ex presidente del consiglio comunale), che pare abbia già manifestato (insieme al “cugino gemello” Bartolo Martire) la sua solidarietà al candidato a sindaco designato. Dello stesso parere dovrebbero essere i rappresentanti delle liste civiche che lo appoggierebbero ostinatamente (anche perché a cambiare le squadre sarebbe troppo tardi) alla guida del cartello, che non siamo più autorizzati a definire di centro-sinistra, salvo decisione contraria che farebbe bene ad arrivare prima delle elezioni.