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Pompei - Messaggio di un ladro pentito: "Due anni fa presi una pietra da terra, ora la restituisco"

Pompei - Messaggio di un ladro pentito: "Due anni fa presi una pietra da terra, ora la restituisco"

Una lettera di scuse di un anonimo penitente, spedito insieme al "ricordino" di pochi centimetri

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

“Due anni fa a Pompei presi arbitrariamente questa pietra da terra…è terra vostra, non mia ed è giusto che ritorni dove è stata ‘rubata’. Chiedo umilmente scusa”.

Questo il messaggio arrivato qualche giorno fa al comune di Pompei a firma di un ladro pentito. Una lettera di scuse di un anonimo penitente, spedito insieme ad un pacchetto contenente una pietra di pochi centimetri trafugata dall'area archeologica di Pompei.

Non è la prima, volta, purtroppo, che i visitatori degli scavi hanno la malaugurata idea di trasformare i reperti archeologici nei propri personali souvenir.

L'anno scorso, una coppia canadese, restituì un pezzo di anfora e dei tasselli di mosaico. In quel caso, però, più che dal pentimento, il gesto fu dettato dalla scaramanzia. I due erano, infatti, convinti che i reperti fossero maledetti e che avessero negativamente condizionato le loro esistenze.

Diverso, l'umore della lettera pervenuta al Comune. Le poche righe scritte a mano dall’anonimo mostrano un'apparente contrizione. Non sono chiare le motivazioni che hanno spinto l'uomo, o la donna, a riconsegnare la pietra  - molto probabilmente proveniente dal muro perimetrale di una casa romana -  se non i morsi di un rimorso lungo due anni.

Il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio allarga le braccia nel commentare il fatto: “Resto sempre basito  quando accadono queste cose - commenta -. Purtroppo, trafugare i reperti dalle aree archeologiche è diventata una deprecabile prassi. Chissà quante persone si sono macchiate dello stesso crimine pensando al contrario di fare un gesto innocuo, senza rendersi però conto di fare un torto alla storia e di contribuire alla deturpazione di un patrimonio culturale immenso. Invito costoro alla redenzione – continua – e a riconsegnare a noi o direttamente alla Soprintendenza archeologica i reperti trafugati”.

Solo ieri, un uomo di Paestum anch’egli in preda al rammarico, ha confessato e riconsegnato ad un sacerdote 200 monete indebitamente sottratte al Parco archeologico. Lunedì, nel corso della presentazione alla stampa dell’Antiquarium pompeiano, il primo cittadino di Pompei, riconsegnerà la pietra al soprintendente Massimo Osanna.   

LA LETTERA:

 

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