A cura della Redazione

Dopo oltre 10 anni, si chiude defintivamente il Grande Progetto Pompei, l'iniziativa di Unione Europea e Governo italiano volta alla rivalorizzazione degli Scavi archeologici e dell'area circostante (cosiddetta buffer zone o zona cuscinetto). Oltre 100 milioni di euro stanziati (105 per l'esattezza, di cui il 98% spesi) per effettuare interventi di manutenzione, conservazione e restauro della città antica di epoca romana più famosa e visitata al mondo.

Martedì 11 luglio, alle ore 17, la cerimonia che vedrà llìe partecipazioni del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, del direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, dei Direttori Generali avvicendatisi alla guida del Grande Progetto Pompei, la cui governance in maniera continuativa è stata affidata all'Arma dei Carabinieri (i Generali Giovanni Nistri, Luigi Curatoli, Mauro Cipolletta e Giovanni Di Blasio), e il Direttore Generale Musei, già Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, prof. Massimo Osanna.

Il GPP ha rappresentato un modello virtuoso di spesa dei fondi comunitari, incrementando l'appeal del sito archeologico che ha visto in questi anni crescere esponenzialmente il numero dei visitatori provenienti da ogni parte del globo.

Al termine dei lavori di realizzazione del Grande Progetto risultano essere stati messi in sicurezza 2,7 km di fronti di scavo (che costeggiano i 22 ettari di area ancora non interessata dagli scavi) e rimosse 30.000 tonnellate di materiale (lapilli, cenere e terreno), salvaguardati 50 km di colmi murari e 10.000 mq di intonaci per complessivi 45 edifici oggetto di restauro, sviluppato un itinerario facilitato di oltre 4 km per persone con ridotta funzionalità motoria, rinvenuti numerosissimi reperti archeologici (circa 1.167 e 168 colli di nuovi oggetti e frammenti di intonaci) e monitorate le attività condotte dai 781 operatori economici coinvolti nelle lavorazioni e nei servizi.

"Il Grande Progetto Pompei è stato un’opportunità unica non solo per migliorare le condizioni complessive del sito archeologico ma anche per stimolare la ricerca, sviluppare nuove competenze e specifiche conoscenze, aggiornare tecniche e modalità di lavoro, basate oggi sull’interdisciplinarietà e sull’impiego di materiali innovativi nelle attività di restauro", si legge in una nota del Parco Archeologico.

(foto Parco Archeologico di Pompei)