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Pompei commemora la Contessa Marianna De Fusco, consorte del Beato Bartolo Longo

Pompei commemora la Contessa Marianna De Fusco, consorte del Beato Bartolo Longo

Insieme hanno fondato il Santuario della Beata Vergine Maria e del Santo Rosario

Aggiornato il (3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Alle 19 di venerdì 9 febbraio, nel Santuario di Pompei, l’Arcivescovo Tommaso Caputo presiederà la santa Messa per celebrare il centenario della morte della contessa Marianna Farnararo De Fusco, consorte del Beato Bartolo Longo e con lui fondatrice della Basilica mariana, delle Opere di carità, delle Suore domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei” e della nuova Città. Il rito sarà animato dalla Schola Cantorum, diretta da suor Marianeve Cuomo. Al termine della celebrazione, dopo la chiusura del Quadro della Madonna del Rosario, si renderà onore alla Contessa con un omaggio floreale alla sua tomba, posta nella cripta del Santuario.

Marianna Farnararo nacque a Monopoli, in provincia di Bari, il 13 dicembre 1836. La nobildonna pugliese, che il 1° aprile 1885 sposò il Beato Bartolo Longo nella chiesa napoletana di Santa Maria dei Vergini, contribuì in maniera decisiva all’opera pompeiana attraverso le sue risorse economiche e le sue idee, che spesso determinarono le scelte del marito.

Fu donna controcorrente ed emancipata in un tempo in cui – visse tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento – alle donne era riservato solo il ruolo di mogli e mamme, interamente dedicate alla cura dei figli, del marito e della casa. Al massimo, alle più nobili o danarose era concesso di portare avanti attività benefiche. Di certo era loro precluso l’impegno intellettuale (non potevano accedere all’istruzione superiore e universitaria) e, ancora di più, un compito di governo. E né un certo spirito illuminista si era mai preoccupato di estendere alle donne una presenza più attiva al timone della storia. Tra don Bartolo (così la contessa continuò a chiamarlo, anche dopo le nozze) e Marianna s’instaurò un rapporto paritetico e complementare. Lui era l’intuizione, lei la concretezza. I contemporanei l’hanno descritta decisa, determinata, razionale, coraggiosa, autorevole, rigorosa.

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“Oggi, con le mutate condizioni socio-culturali – ha scritto Beatrice Immediata in “Marianna e Bartolo. Pompei e le opere pompeiane”, un volume pubblicato dalle Edizioni Paoline nel 2011 – potrebbe essere dirigente d’azienda, direttrice di un quotidiano, regista, imprenditore, deputato in parlamento. Insomma, una donna di potere”.

Certo, la vita di Marianna non fu facile. Rimasta orfana di padre a soli otto anni, nel 1850 si trasferì a Napoli insieme alla famiglia e, a soli quindici anni, sposò il Conte Albenzio De Fusco, nobile proprietario terriero, che morì presto, nel 1864, lasciandola vedova con cinque figli piccoli. Eppure non si arrese, rimboccandosi le maniche, confidando sempre in Dio e nella Vergine, divenendo così, per tutti, un esempio per la forza e la fede che non vacilla nemmeno al soffio impetuoso degli eventi infausti. Nel 1868, grazie alla sua amica Caterina Volpicelli, oggi santa, conobbe il giovane avvocato Bartolo Longo, cui chiederà di amministrare le proprietà ereditate dal marito a Valle di Pompei. Per il Beato, la sua parola, i suoi consigli, il suo “mantenere i piedi per terra” furono essenziali. È anche grazie a lei che 60mila ragazzi e ragazze sono stati sottratti alla strada e indirizzati alla “vita buona del Vangelo”. Morì a Valle di Pompei (non era ancora comune autonomo), il 9 febbraio 1924.

Alla cerimonia interverranno il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, alcune autorità di Monopoli e Latiano, città di origine di Marianna Farnararo e Bartolo Longo, i familiari della Contessa e di Bartolo Longo e altre autorità civili e militari.

 

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