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Torre Annunziata – “Processo a Gesù”, riflessioni spirituali in un luogo sacro

Torre Annunziata – “Processo a Gesù”, riflessioni spirituali in un luogo sacro

Il capolavoro di Diego Fabbri proposto da Francalisa Malacario alla “Parrocchiella”

(2 minuti di lettura)

Dal 1952 al 1954 Diego Fabbri scrisse l’opera teatrale “Processo a Gesù”. Fin dalla prima rappresentazione al “Piccolo” di Milano (2 marzo 1955) si intuì che il testo, oltre alla notevole risonanza internazionale, avrebbe creato al drammaturgo e sceneggiatore emiliano problematiche relazionali con una Chiesa ancora troppo ancorata a canoni di conformismo esasperato. Il solo fatto di proporre due ipotesi, condannare o assolvere Gesù di Nazareth, costò all’opera la denuncia al Santo Uffizio dall'Alleanza Cattolica Tradizionalista con l'accusa di “offesa alla religione e istigazione all'odio sociale”.

Ovviamente “Processo a Gesù” è molto distante dall’interpretazione superficiale e bigotta che fece la Chiesa all’epoca dell’esordio in teatro. Lo dimostrano i trionfi ottenuti sui palcoscenici di tutto il mondo.

Francalisa Malacario ha voluto riproporre questo autentico capolavoro di Diego Fabbri curando la regia di una versione molto suggestiva. La chiesa dell’Immacolata Concezione (Parrocchiella) a Torre Annunziata ha fatto da palcoscenico, domenica 28 maggio, a quello che nasce come un processo giuridico, ma che poi si trasforma in spirituale attraverso un percorso dialettico dal ritmo molto serrato.

La regista torrese ha selezionato e coinvolto una serie di attori attingendo sia dal settore amatoriale che da quello dei professionisti. E per la colonna sonora si è affidata a due eccellenze della composizione e dell’esecuzione come Ignazio Scassillo e Pasquale De Angelis.

«Ho scelto qualcosa di diverso, un luogo sacro per una riflessione spirituale, un copione accogliente, che unisce l'antico biblico con il moderno. Processo a Gesù di Diego Fabbri è tutto questo – sostiene Francalisa Malacario – concede spazio al credente, all'ateo, all'agnostico. Sapevo di correre un rischio, le persone   vogliono divertirsi. Invece io li invitavo a riflettere, su dilemmi anche esistenziali».

Un obiettivo pienamente centrato per i consensi unanimi che la rappresentazione ha fatto registrare.

«Che gioia alla fine aver avuto l'attenzione di un pubblico silenzioso e assorto per l'intera durata dello spettacolo. La compagnia teatrale, compresi musicisti e tecnici, ha superato la sfida – conclude la regista -  e si può dire con immensa gratitudine che alla fine ha vinto l'arte, ha vinto il verdetto finale di "un'assoluzione" nel nome dell'amore. Grazie a tutti. Anche alla mia città».

Il cast. I Giudici: Franca Cecora, Alfonso Cirillo, Lina Di Maio, Esmeraldo Napodano. I testimoni: Marisa Amodio, Enzo Ascione, Bina Balzano, Angelo Casillo, Angelo Genovese, Giuseppe Moretto, Michele Parlato. Gli spettatori: Adriana Capizzano, Michele Civitillo, Giovanna Contento, Mariasole Di Maio, Salvatore Fiorenza, Francalisa Malacario, Pina Piacente. Le voci: Adriana Agresti, Cinzia Demitry, Marianeve Vitiello, Rosa Zeccato. Fonico: Francesco Alessandrella. Regia: Francalisa Malacario. Musiche: Ignazio Scassillo e Pasquale De Angelis.

 

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