A cura di Massimo Corcione*

Ci avete fatto caso? Quest’anno l’estate sta filando via come un treno sui binari dell’alta velocità. Nonostante il caldo torrido importato da Caronte inviti più all’ozio che alla superattività, tutti sembrano animati da una insopprimibile voglia di fare. Anche quando proviamo a divertirci, lo facciamo senza pause, in un clima di perenne competizione; l’altra domenica sulla litoranea riscoperta di Torre Annunziata, c’erano tre occasioni d’evasione: dalla discoteca dell’Oplonti beach a James Senese sulla Rena Nera, a NickyNicolai e Stefano Di Battista sul palco del Nettuno; una fantastica Babele che tentava di riempire un silenzio lungo quattro decenni. La convivenza dei linguaggi è stata possibile, forse perché nessuno avrebbe cambiato la propria scelta originaria. Più che confusione, è stata la conferma di un’eterna divisione generazionale. 

Dalla Grande Politica alla vita interna di mille comuni, nessuno ancora si è fermato. Riformano, ristrutturano, quasi mai rivoluzionano. Tutto nasce dall’esigenza, anzi dalla necessità di cambiare: così non può andare avanti, e ora che va placandosi la più terribile crisi che il mondo occidentale abbia attraversato negli ultimi settanta anni, si sente il bisogno di ripartire con regole nuove. Nessuno saprà mai dire se saranno le regole giuste, per verificarlo occorrerà attendere che producano i primi effetti.

È agghiacciante, però, la previsione del Fondo Monetario Internazionale: toccherà aspettare venti anni per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi, hanno sentenziato i grandi esperti. Che, in verità, sono sempre stati più attendibili in fase di analisi che di anticipazioni su futuri scenari. Certamente venti anni non resisteremmo, soprattutto qui a Torre dove a stento si sopravvive oppure si continua a emigrare. Non esistono cifre certe, ma la percentuale di ragazzi che sceglie di fare le valigie è davvero impressionante. Non credo sia un male, a patto che sia una scelta e non un’imposizione. L’importante è poter tornare, un giorno. Questo accade sempre più di rado e l’estate è proprio il momento in cui ci si rivede e ci si conta. Siamo tanti, dispersi per l’Italia e per il mondo, ma fatalmente sempre attratti da questa terra speciale, piena di contraddizioni: abbiamo appena riconquistato il mare e rischiamo quotidianamente di vederne revocata la balneabilità per l’incuria di chi non garantisce un’ordinaria manutenzione.

E continuiamo a cantarci addosso senza essere né James Senese, né NickyNicolai. Babele è la nostra Torre.